The Lost Room - Recensione




E rieccoci qui, dopo qualche giorno di assenza, per variare un pò pubblicando questa volta una piccola recensione (che già era "in cantiere" nella mia mente da diverso tempo) per una miniserie tv che quasi sicuramente non conosce nessuno: The Lost Room.
Qualcuno forse già sa (o ha capito) che ho gusti particolari per le cose originali/strane e via dicendo, e The Lost Room rientra perfettamente in questa categoria. Serie americana a costo contenuto debuttata nel 2006 e trasmessa da Sci-Fi Channel, era stata concepita fin dall'inizio per essere una miniserie composta da tre episodi, ciascuno di un'ora e mezza. Sono mescolati principalmente due generi: fantascienza e una sorta di "paranormale", quest'ultimo specialmente verso la fine. In Italia peraltro è stata trasmessa da Fox e le puntate sono state divise, divenendo in totale sei da 40 minuti ciascuna.



Trama (8/10)
  Narrazione (6/10)
    Effetti speciali (7/10)

Esiste una chiave.
Questa chiave può portare letteralmente ovunque, a patto che ci sia una porta per poterla utilizzare.
Ogni volta che si apre una porta qualsiasi con la chiave si entra sempre nella stessa stanza, quella di un Motel situato in posizione apparentemente sconosciuta, da cui poi sarà possibile scegliere un'altra destinazione, purché abbiate bene o male in mente il luogo esatto dove vorreste andare.
Nella stanza del Motel un tempo vi erano diversi oggetti, di provenienza sconosciuta e assai discussa (molti addirittura ipotizzano che appartengano direttamente a Dio), e ognuno possiede delle potenzialità specifiche: alcuni possono cuocere uova, altri fermare il tempo per qualche momento, o addirittura carbonizzare persone all'istante. Si dice, inoltre, che combinando alcuni oggetti tra di loro si ottengano effetti particolari.
Dove siano ora gli oggetti, è mistero. Ma alcuni sono disposti a tutto pur di ottenerli, per semplice collezione o per interesse personale. Quel che è certo è che il detective Joe Miller è ora in possesso della chiave, e per degli sfortunati scherzi del destino sua figlia è entrata nella stanza del Motel attraverso la chiave, e ora è scomparsa. Come è scomparsa? Qualsiasi cosa venga lasciata nella stanza (una volta chiusa la porta dall'esterno) sparisce, e la stanza stessa in un certo senso si "resetta", tornando alla condizione originaria. Per giunta, molte persone metteranno i bastoni fra le ruote al nostro detective e alla sua ricerca di un modo per far tornare la figlia; queste persone vogliono a tutti i costi gli oggetti e soprattutto la chiave e, come già detto, sia per pura e semplice collezione, sia per scopi personali...buoni o cattivi che siano.
Ma cosa sono questa chiave e questi oggetti, e da dove vengono? Ma soprattutto perché ogni volta che si apre una porta con la chiave si entra sempre nella stanza di un Motel? E dov'è situato questo Motel, se esiste?


La trama l'ho apprezzata davvero molto, è estremamente originale e decisamente strana, come avrete intuito. Ci sono diverse trovate geniali come quella degli oggetti, che ogni volta che spuntavano fuori volevo assolutamente sapere cosa facessero; così come tutto il mistero che circonda il Motel e il resto all'inizio è assai interessante, e sicuramente la trama stessa basta a tenere l'attenzione per le 4 ore e mezza totali della miniserie.
Invece, ciò che stona rispetto all'ottima trama è in parte la narrazione, probabilmente complice il budget ridotto e quindi il numero limitato di puntate (ricordo che sono solamente tre) in cui sviluppare una trama del genere, alcune cose sono sviluppate appena o buttate li così, tanto per aggiungere carne al fuoco. L'esempio migliore che mi viene da fare sono le varie "sette" o persone che cercano la chiave e gli oggetti. Molti di questi sono appena abbozzati e alla fine, tranne una in particolare, non hanno un impatto chissà quanto incisivo nella serie. Inoltre esclusi i collezionisti, non vengono spiegate neanche le motivazioni reali del perché fanno quello che fanno, limitandosi ad una spiegazione abbastanza semplice e in parte ancora ambigua. Altri esempi di questo sono nel finale, estremamente banale e del tutto inconcludente: quello che mi ha fatto storcere il naso è la semplicità, dopo tutte le peripezie durante le tre puntate, con cui si conclude la serie. A me personalmente ha lasciato molto di stucco, e la prima ed unica cosa che ho pensato guardando il finale è stata: "si ok, ma quindi?"
Ho voluto fare una distinzione fra la trama e la narrazione della stessa, che a mio modo di vedere sono due cose completamente diverse. Un "9" all'idea di base meritatissimo, e un sufficiente alla narrazione, abbastanza tirato.

Gli effetti speciali, per quel poco che ci sono, sono discreti. Mi sono piaciuti nello specifico gli effetti di disgregazione con cui vengono uccise alcune persone verso la fine, da un particolare oggetto. Parlando in termini di miniserie tv dal budget ridotto secondo me sono più che accettabili.



Personaggi e attori (6.5/10)

Un'altra cosa che non ho gradito molto sono stati gli attori, un pò "sottotono", e i personaggi, che non brillano per caratterizzazione. Il protagonista in primis è il classico detective o, anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, più che "detective è un semplice uomo in cerca della figlia scomparsa, ma niente più. Peraltro l'attore che lo interpreta (Peter Krause) non mi ha convinto granché, a volte in situazioni abbastanza drammatiche o tragiche sembra quasi impassibile, o giù di lì. Anche la donna che lo aiuta, appare e scompare spesso e dà sempre la sensazione di essere stata buttata li giusto per aggiungere un altro personaggio.
In ogni caso comunque non sono pessimi in senso stretto. Qualche personaggio bizzarro, come per esempio quello che possiede l'oggetto "biglietto dell'autobus", o il collezionista che sarà abbastanza importante per tutto lo svolgersi della serie, c'è ed è apprezzabile. Le eccezioni per fortuna salvano questa sezione da un voto negativo.
Da notare che la bambina che interpreta la figlia del detective è Elle Fanning (di recente ha interpretato un personaggio nel film Super 8 di J.J. Abrams), ovvero la sorella dell'attrice Dakota Fanning.



Riassunto: Likes & Dislikes

LIKES
- La trama, originale e molto molto molto (e molto) interessante.
- La chiave e gli oggetti, tutti estremamente bizzarri e con un'aura di mistero che li circonda :)


DISLIKES
- La narrazione. Diverse cose potevano essere gestite molto meglio. Colpa del budget e del numero di puntate?
- I personaggi, tranne poche eccezioni, potevano essere realizzati meglio, e gli attori purtroppo non aiutano sotto questo punto di vista.
- Il finale conclude a metà, lasciando un pò di stucco.



Commento personale e valutazione

The Lost Room è una miniserie che merita sicuramente un minimo di attenzione.
Purtroppo, quello che mi dispiace di più in assoluto è che diverse cose come un budget ridotto e la conseguente scelta di svilupparla in sole tre puntate, non hanno permesso alla serie di "sfondare" o di  diventare un cult, lasciandogli l'appellativo di una serie bella e apprezzabile, ma nulla più. Questo perché, sempre a mio modo di vedere, non si possono sviluppare trame del genere con basso budget, è pura follia. Non oso immaginare cosa sarebbe venuto fuori con attori migliori e ruoli all'altezza o una narrazione più approfondita...e magari più stagioni invece che semplice miniserie, e questa cosa mi fa veramente rabbia, è stata un'occasione davvero sprecata perché la trama merita davvero. Avrei preferito che l'idea fosse passata nelle mani di qualche altra emittente, che magari avrebbe potuto stanziare un budget degno e all'altezza della trama stessa.
Nel complesso comunque rimane una bella miniserie, e sicuramente resterete anche voi affascinati dalla chiave e dagli oggetti strani e bizzarri che ogni tanto spunteranno fuori. Certo, questo sempre a patto che vi piacciano sia il genere che le trame un pò particolari e originali.
7.5/10
M(erito)/D(emerito):  D (attori)
COINVOLGIMENTO:  3/5
VALORE PERSONALE:  basso

Commenti

  1. Questa mi è davvero nuova, mai sentita neanche nominare! O_O ...worth a try

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  2. Mah per me il fatto delle sole tre puntate non costituisce un problema, può benissimo venir fuori un lavoro eccellente anche con un arco narrativo relativamente breve (vedi Sherlock altra serie che a mio avviso merita, ogni stagione 3 puntate ciascuna da un'ora e mezza)...poi il budget è un discorso a parte, fare una serie che sconfina nel paranormale con risorse limitate è un pò folle, però alla fine come effetti speciali non se la sono cavata male. Per me il problema è un pò come hanno gestito il tutto, la storia e la narrazione, e alcune scelte abbastanza discutibili, come hai scritto tu alcuni personaggi buttati là e solo abbozzati, recitazione in alcuni punti non delle migliori...
    Alla fine la trama e certe idee avevano un grande potenziale, purtroppo non sfruttato al massimo secondo me.

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    1. Si ma già per Sherlock è plausibile...se si considera che ogni "caso" è una puntata, e che quindi sono tutte puntate "chiuse".

      Qua secondo me in tre puntate era impossibile. Il basso budget poi, ancora peggio...mah, un vero peccato, poteva venir fuori qualcosa di meglio

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  3. PS. cambierei il font dei titoli dei post, che fa un peletto cagare.

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    1. lo so, lo sto scegliendo...ma non ne trovo uno adatto

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