Light and Darkness


Sapete, credo che descrivere gli incubi possa essere una cosa interessante, sia per me che per i "miei venticinque lettori" (in realtà sono molti meno).
Non essendo capace di farlo a voce per diversi motivi, perché non scrivere? Dopotutto, gli incubi non sono niente di cui vado molto fiero, quindi non mi sembra un gran problema quello di pubblicarli su un blog, ma anzi, avrei l'occasione di liberarmi di 2-3 cose che ho dentro di me da tempo di cui non sono a conoscenza neanche i miei familiari, ma solamente io.
Ricordi che sono riaffiorati durante e dopo...udite, udite...aver finito Alan Wake (per chi lo conoscesse).
E' assurdo...a tratti sa quasi di ridicolo, vero? Dopotutto si tratta di un gioco.
Eppure è incredibile quanti pensieri, riflessioni, ricordi o altro possano scaturire da una semplice cosa.


A questo proposito volevo proprio dirvi che a questo punto scriverò prossimamente anche la recensione di Alan Wake.
Della serie: possono ancora esistere, considerando il panorama attuale sia dei giochi che dei film, titoli che siano dei capolavori (pur con le dovute imperfezioni, che ci sono sempre) in fatto di trama, atmosfera, coinvolgimento, con tante tante citazioni e riferimenti ad altre opere (libri, film, serie tv)? Assolutamente si e Alan Wake ne è la prova.

E non solo. La sua recensione è e sarà il momento perfetto per scrivere (finalmente) un articolo piuttosto lungo sui libri e i videogiochi, la differenza tra i due, il sottile e fragile rapporto tra essi, le mie riflessioni su ciò che penso di entrambi...ma soprattutto come questi ultimi siano denigrati e rigettati per colpa di pregiudizi e mentalità di molte persone.


"Beyond the shadow you settle for, there's a miracle illuminated."


Commenti

  1. A parte i complimenti per la citazione manzoniana, attendo con ansia questa (sicuramente accurata) disamina! :D

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