Melancholy #1


“ Ombrosa non c’è più.
Guardando il cielo sgombro, mi domando se davvero è esistita.

Quel frastaglio di rami e foglie, biforcazioni, lobi, spiumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi irregolari e ritagli, forse c’era solo perché ci passasse mio fratello col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d’inchiostro, come l’ho lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi s'intoppa, e poi ripiglia a attorcigliarsi, e corre e corre e si sdipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole, idee, sogni...ed è finito. "
(Italo Calvino - "Il Barone Rampante")


Giorni fa mi era ritornato in mente questo -stupendo- finale del Barone Rampante, e ho deciso -così, tanto per- di postarlo, nonostante la consapevolezza che chi non ha mai letto il libro (!) ci capirà ben poco.
Perché a volte non mi dispiacerebbe essere come Cosimo, senza pensieri, indipendente da tutto e da tutti, senza mete precise e libero dalle molte -inutili e ridondanti- routine della vita.

Ma tant'è, non si può vivere sempre nell'immaginario o nei sogni. "Prima o poi...ti devi svegliare."

Commenti

  1. Il barone Cosimo Piovasco di Rondò, un grande in assoluto. Uno che non si dimentica mai...

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