Stratovarius - Elysium

Commento



Vorrei inaugurare le recensioni della categoria musica partendo da questo album, "Elysium" degli Stratovarius.

C'è da dire che all'inizio non volevo assolutamente fare recensioni di musica, non per voglia ma per un fatto di competenze: recensire album è un compito abbastanza difficile, bisogna conoscere un certo linguaggio, e non tutti ne sono in grado...io specialmente ammetto di non esserlo.
Ma poi mi sono detto: perché devo per forza parlare come i "professoroni" dei vari siti di musica, che a volte (per non dire spesso) hanno il cervello bloccato in un periodo temporale e non sanno guardare avanti, non riuscendo a giudicare correttamente -a mio parere- dischi degli ultimi anni che siano di band anche abbastanza vecchiotte?

Perciò, ho deciso di non essere il "professore" (cosa che comunque odio e tento sempre di non sembrare) ma di recensire gli album cercando di esprimere semplicemente un mio giudizio su questi, senza inutili, eccessivi ed esagerati orpelli tecnici e paroloni da laureato in tuttologia.

E' tutto. Si parte.


Molti potrebbero dire "è un disco recente, perché non parti da qualcuno più vecchio e magari di band più conosciute?"
Primo: se apprezzate il Power Metal o siete semplicemente appassionati di genere Metal in generale, e non conoscete gli Stratovarius...vergognatevi.
Secondo: io da amante del Power Metal e da fan degli Stratovarius non posso che dire che dopo anni e anni di capolavori come Twilight Time, Fourth Dimension, Episode (su questo ho però delle riserve), Visions (nonché forse loro miglior album, che ho ascoltato e riascoltato fino a impararlo a memoria), Infinite...non immaginavo sarebbero riusciti a raggiungere ancora (o quasi) quei livelli, ma soprattutto a stupirmi ancora una volta, specialmente dopo l'abbandono di Timo Tolkki, chitarrista storico ed ex-cantante del gruppo, nonché co-fondatore dello stesso.
Il loro penultimo disco (anzi, adesso si potrebbe dire "terzultimo") Polaris, nonostante fosse abbastanza buono non mi fece gridare al miracolo ma anzi, in parte mi fece rimpiangere la vecchia formazione. Eppure, nonostante tutto la band è riuscita a rialzarsi e a sfornare un album che considero tra i più belli e meglio riusciti della loro carriera.



LA COVER E IL DISCO

Oltre ad essere abbastanza bella di per sè, la copertina dell'album che avete avuto modo di vedere poco sopra è la seconda a riportare il nuovo logo degli stratovarius (la navetta a forma di stella a 7 punte). Inoltre, così come l'album stesso, questa vuole trasmettere in realtà un messaggio ecologico abbastanza chiaro. Se andiamo poi a guardare la cover del singolo (Darkest Hours), la cosa è ancora più ovvia:



Questa era solo una piccola "curiosità", passiamo al disco vero e proprio.


These frantic memories 
They bring me down, tormenting peace 
The darkness drowns me 
I'm restless without sleep 
When day breaks, I'm still awake 
I recall my mistakes 

I'll be never alone, never again, never alone.


L'album si apre con Darkest Hours, di fattura e ritornello abbastanza semplici (e forse la traccia più ripetitiva dell'album), senza particolarità tecniche, ma con un testo nel quale effettivamente mi sarei potuto rispecchiare diverse volte.
Terminata, Under Flaming Skies e Infernal Maze spingono ancora di più il ritmo dell'album, facendolo incalzare, specialmente quest'ultima con ritmo quasi martellante:


Infernal Maze! 
I'm lost within an internal game!
Infernal Maze! 
The demons are calling out your name!
Infernal Maze!


Due tracce che ho apprezzato davvero, che puntano molto sulla qualità dei rispettivi ritornelli. Una notazione in più riguardo l'ultima...una sensazione di brividi, e non so perché, ogni volta che Infernal Maze parte, con quel vuoto di qualche secondo dopo la traccia precedente, e Kotipelto che recita una breve strofa senza sottofondo. C'è anche da menzionare la particolare trovata strumentale a partire da 2:50 circa, con il semi-virtuosismo di chitarra elettrica da parte di Kupiainen.
Seguono poi Fairness Justified e The Game Never Ends, che pur essendo forse un pò ripetitive e senza doti particolari, restano lo stesso abbastanza belle e godibili, specialmente quest'ultima.

Dopodiché, silenzio totale. Siamo arrivati ad una traccia particolare, quasi religiosa...

"Omnia sol temperat, purus et subtilis
Novo mundo reserat faciem Aprilis"


Beh, non ho detto "religiosa" a caso. Menzione particolare va fatta per il ritornello dal sapore a tratti epico, ben studiato e accattivante, sicuramente la parte migliore della traccia stessa.

Ma...abbiamo all'improvviso delle visions...ops, visioni: veniamo catapultati in un paesaggio sublime. Mentre ci lasciamo travolgere dalle note di Move the Mountain (una sorta di ballata erroneamente così definita, dato che ballata non è) che riporta l'album ad un ritmo più lento e riflessivo, le parole del testo ci fanno riflettere.
Una intro a doppia cassa ci introduce poi a quella che è a mio parere una delle migliori dell'album, una traccia dal ritmo frenetico: Event Horizon. Fenomenale la sezione strumentale a partire da 2:00, che dura circa un minuto. Gli Stratovarius non si smentiscono mai.


09 - Elysium
Un attimo di pausa, e una lenta melodia ci fa strada, finalmente, verso la title-track finale, che da sola vale sicuramente l'acquisto e l'ascolto dell'intero album.
La traccia in sè (e in parte il testo) è ispirata ad un disastro petrolifero avvenuto in Sud America...ed ecco spiegato anche il perché del messaggio ecologico.


I've never felt like this before 
Am I awake? Am I drifting? 
There's a hole in the sky 
Am I alive? Did I survive? 

Broken pictures on my wall 
A story of fallen heroes 
Now stare ahead with their blind eyes on 
A lost horizon 


Oltre ad essere la traccia più lunga mai composta dalla band, a mio parere è anche una delle più "impegnate" e meglio riuscite: melodie ben studiate con stupende sezioni strumentali di tastiera e spcialmente di chitarra elettrica (in questo senso, Matias Kupiainen non fa minimamente rimpiangere Tolkki), e un Timo Kotipelto che qui dà il meglio di sè dimostrando nuovamente la sua qualità come cantante, e dando la sensazione ancora una volta che ogni singola nota sia modellata attorno alla sua voce. Come dicono in molti "purtroppo una voce tutt'altro che particolare", cosa in parte vera, ma nonostante ciò ritengo sia pressoché perfetta in ambito "Power Metal", nonché per lo stile degli Stratovarius.
Inoltre, c'è da dire che inserire una traccia da 18 minuti alla fine di un album è un pò un azzardo per diversi motivi, ma in questo caso la scelta è stata più che azzeccata, e a momenti quasi non si vede l'ora, ascoltando il disco, di arrivare alla suite finale.
Elysium  potrebbe idealmente essere divisa in tre parti, ognuna delle quali scandita da un cambio di tempo. Dopo la prima e seconda parte, il ritmo scende ancora e sempre di più fino ad arrivare alla terza ed ultima, con un crescendo acustico di Kotipelto e di atmosfera, accompagnato solamente da una sottile melodia...

Do you believe in hope and faith 
Or eternity? 
In the end, you will see 
Let your soul be free 

Be afraid no more, 
Just take my hand, 
I'll guide you through the storm 
We're finally home 

We'll be home.


Il ritmo sale, e dopo ben 18:06 minuti con una -a momenti quasi triste e drammatica- sezione di chitarra coadiuvata dalla batteria, il disco arriva alla fatidica fine.
Lo stesso testo di Elysium non è banale, ma anzi, questo offre diversi spunti di riflessione ed interpretazione. In perfetta tradizione Stratovarius per quanto riguarda le suite più lunghe e complesse, il che dice molto sulla qualità della stessa band. Esempi di questo tipo potrebbero essere "Visions" (dell'album omonimo), "Destiny" (fantastica traccia del purtroppo non altrettanto fantastico album omonimo), "Mother Gaia" e "Infinity" (entrambe dell'album "Infinite"), "Season of Change" (dell'album "Episode") e diverse altre, e in generale la maggior parte dei testi delle loro canzoni non è mai banale o scontato. Certo, a livell odi testi non saranno i Pink Floyd, ma dopotutto non esistono solo il bianco e il nero.
Il cosiddetto "songwriting" come lo chiamano in molti è una cosa da non sottovalutare. Per fare un esempio, soltanto questo basterebbe ad affossare diverse band e cantanti, se non fosse che alcuni generi non richiedono necessariamente questo aspetto, ma puntano piuttosto su tutt'altro.
Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.



TRACKLIST E COMMENTO (PERSONALE) FINALE

Timo Kotipelto - Voce
Matias Kupiainen - Chitarra elettrica
Jens Johansson - Tastiere
Jörg Michael - Batteria
Lauri Porra - Basso

01 - Darkest Hours (4:10)
02 - Under Flaming Skies (3:51)
03 - Infernal Maze (5:32)
04 - Fairness Justified (4:20)
05 - The Game never ends (3:53)
06 - Lifetime in a moment (6:38)
07 - Move the mountain (5:33)
08 - Event Horizon (4:23)
09 - Elysium (18:06)


Credo che un album debba essere giudicato secondo diversi fattori, tra cui (e non solo) la qualità artistica e stilistica delle singole tracce dell'album e la eventuale presenza di virtuosismi e/o particolarità in alcune di queste, la qualità della produzione, la piacevolezza con la quale il disco si lascia ascoltare (da non confondere  assolutamente con il "commerciale").
Elysium soddisfa gran parte di questi "requisiti", ma soprattutto si dimostra un album degno del nome che gli Stratovarius portano, non deludendo o annoiando mai. Certo, qualche traccia un pò meno ispirata c'è sempre, ma sono comunque tutte belle e nessuna di queste è sottotono o corre il rischio di rovinare l'album.

Come dicevo, uno dei più belli degli ultimi anni oltre che uno dei migliori del gruppo, specialmente se si considera la piega che la musica (nonché il Metal in generale) ha preso a partire -più o meno- dall'inizio del secondo millennio.
Per come la vedo io infatti, nessun album recente di band anni 70-80-90 ancora in piedi meriterebbe di essere valutato sotto la sufficienza, perché qualsiasi piega possa aver preso questa nel tempo, o per quanto il disco possa non essere all'altezza di altri, sarà comunque infiniti gradini sopra a tutte le commercialate che ormai hanno invaso il mercato musicale mondiale.
Bisognerebbe essere contenti che queste band sfornino ancora dischi dopo anni e anni...e invece la gente non fa altro che criticare dando voti estremamente negativi a qualunque cosa. Bisognerebbe ringraziare che esistono ancora, e per fare un paragone anche abbastanza forzato, queste sono l'unico bagliore di luce nell'oscurità più totale.


Sono inoltre pronto a scommettere che se questo album fosse uscito negli anni 90, oggi probabilmente sarebbe un classico del genere e verrebbe considerato tra i migliori della band finlandese, solo di poco al di sotto di altri loro lavori (in ogni caso inarrivabili anche per Elysium), già citati all'inizio.
Al diavolo i pessimi voti che gli hanno affibbiato un pò da tutte le parti (attorno al 50-60/100, o peggio):
Elysium non sarà sicuramente un album perfetto, ma non si può neanche criticarlo e affossarlo così tanto, perché anche per il discorso fatto poche righe sopra, non lo merita. D'altronde, esiste un album perfetto sotto tutti i punti di vista? Forse, ma a mio parere il concetto di "perfetto" in musica è davvero molto relativo.
In più, bisogna anche considerare l'impegno messo da parte della band dopo gli ultimi insuccessi (l'album omonimo, e in parte Polaris) e l'abbandono di Tolkki, ma soprattutto la volontà nonostante tutto di rialzarsi e continuare a comporre.

Commenti

  1. eheheh. Suona quasi come una sorta di risposta, al fatto che Nemesis è stato perlopiù lodato da critica e pubblico, eh?
    ed in effetti il loro ultimo lavoro è un bell'album, ha un grosso difetto però: la mancanza di una traccia come Elysium, e si sente parecchio. per quel che mi riguarda bastano le prime note della canzone: venti secondi da far venire la pelle d'oca. Personalmente solo poche altre mi fanno quell'effetto, e si parla di roba ai livelli stratosferici di Stargazer, o Close to the Edge o Shine on You Crazy Diamond.

    Un paio di suggerimenti però: post come questi forse non è azzeccato nominarli proprio "recensioni", io le chiamerei semplicemente come ciò che sono: tue opinioni personali, sulla musica di quel disco che ti è piaciuto o meno. in secondo luogo da bravo fratello maggiore ti voglio mettere in difficoltà: critichi certi espertoni di musica con un'apertura mentale pari a zero che sparano sentenze e stroncature solo per partito preso e "bloccati ad un certo periodo temporale", però poi dici che proprio certi gruppi ormai già con diversi anni sulle spalle sono l'unica "luce nell'oscurità più totale". sembra un pò un controsenso...quel ruolo di "guida nelle tenebre" dovrebbero essere gruppi moderni ad assumerlo!
    che poi gli Stratovarius non sono nè "datati" nè dei neofiti in campo musicale, ma vabbè...concludo che mi sto dilungando troppo. lunga vita a Timo & co, in grado di risorgere ogni volta come la Fenice dalle proprie ceneri (ogni riferimento NON è puramente casuale!)

    ...PS: dobbiamo ancora pigliare i biglietti e organizzarci per il 10.

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    Risposte
    1. Mi riferivo al fatto che ci sono troppe commercialate nel "panorama musicale" attuale. Anche i gruppi più recenti alla fine, tranne rare eccezioni, si adeguano a quello che vuole il mercato, cioè roba commerciale...che alla fine è l'unico vero modo per vendere. Che ci siano le eccezioni è ovvio, ma io facevo un paragone con il 90% della musica di "oggi" che è composta da porcherie commerciali (pop in primis), quindi fa sempre piacere vedere che una band vecchia o relativamente vecchia continui a sfornare dischi.
      Gli Stratovarius sono relativamente più recenti, ovvio, ma il discorso rimane lo stesso perché la musica ha iniziato a cambiare (e peggiorare) a partire dal secondo millennio, o giù di li.

      Per apertura mentale intendo che spesso adesso succede che, quando un gruppo anni 80-90 (o meno recente) rilascia un album che prova a cambiare un minimo genere e sperimentare qualcosa di nuovo (ma senza stravolgere) invece di essere premiato, subito questo viene bollato come schifezza. Ho visto su diversi siti voti inferiori al 60 per album come The Final Frontier (il primo che m'è venuto in mente) e altri, che pur non essendo capolavori assoluti non meritano assolutamente quei voti!

      Questo in sostanza, era quello che cercavo di dire.
      Per la questione del nome del post...io l'ho nominato apposta "recensione/commento". Al massimo potrò rinominarlo in semplice "commento/parere personale", o altro. ;-)

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