Angra - Angels Cry [1993]

Commento




Ho aspettato e aspettato di poterlo ascoltare con più calma e assimilarlo per bene prima di poter finalmente scrivere questo commento personale riguardo Angels Cry, uno dei migliori album Power/Speed Metal che abbia mai ascoltato; e tra questi c'è anche il secondo degli Angra, ovvero Holy Land, che ritengo sia uno dei capolavori musicali assoluti, del quale non vedo l'ora di scrivere impressioni, giudizi e commenti (non so quando).
Ma non potevo partire dal secondo album del gruppo, specialmente se questo durante la propria carriera ha sfornato in totale "solo" tre dischi (sto parlando dei veri Angra, non quelli che sono venuti dopo). Come si dice: pochi ma buoni...e in questo caso buoni è assai riduttivo.

Ad essere onesti non avevo mai sentito parlare degli Angra fino a qualche tempo fa; quando decisi però, per curiosità, di iniziare ad ascoltare qualcosa di loro, fu letteralmente "amore a primo ascolto": è bastato il loro primo album per farmi apprezzare la band e farla slittare tra i primi posti di quelle che apprezzo maggiormente; e il secondo, Holy Land, per imprimerli nella mia memoria, per sempre.



GLI ANGRA  -  Parte I

Anche dopo essermi andato a documentare, mi immagino una cosa del genere: appena usciti da un conservatorio André Matos, un brasiliano dalle incredibili capacità canore, insieme ad  altri quattro ragazzi (altrettanto brasiliani) disse: "Ehi, perché non formiamo una band?".
Perchè no? Dopo essersi dati il nome di Angra (nome della dea del fuoco nella religione Tupi) e dopo un primo EP intitolato Reaching Horizons, iniziano a comporre le tracce per il loro primo full-length. Quello che non sapevano però è che il loro "album d'esordio" sarebbe stato poi solo l'inizio di una, purtroppo non lunga, ma brillante carriera.

Angels Cry appunto, questo il titolo dell'album, uscito nel 1993 fu un successo immediato di critica (ma non altrettanto di vendite) facendo conoscere la band anche oltreoceano.
La formazione iniziale degli Angra, e quella che diede alla luce questo album vedeva André Matos come cantante (e vorrei ben dire), Rafael Bittencourt e Kiko Loureiro alla chitarra elettrica, Louis Mariutti al basso e Alex Holzwarth alla batteria. Matos e Mariutti, insieme a Bittencourt, Loureiro e (in seguito all'abbandono da parte di Holzwarth) Ricardo Confessori costituiranno poi, successivamente, la formazione storica della band, proprio quella che poi darà alla luce il loro capolavoro, Holy Land. Ma di questo ne parlerò nella seconda parte di questo breve riassunto sugli Angra.
Si potrebbe dire che tutti i membri della band, per non parlare poi dei due chitarristi storici, sono dei veri "mostri sacri". Perché? Come già accennato più volte, basta ascoltare i primi due album della band per capirlo.

Per la seconda e terza parte di questo breve riassunto vi rimando agli articoli su Holy Land e Fireworks che arriveranno sicuramente, ma in data da definirsi.



IL DISCO

01 - Unfinished Allegro  /  02 - Carry on
Il disco si apre con la traccia Unfinished Allegro, in poche parole una parte dell'Ottava Sinfonia incompiuta di Schubert.
Una flebile atmosfera, appena accennata. Di colpo, un crescendo di violino, sempre più alto fino a raggiungere il culmine e poi abbassarsi lentamente. Dopodiché, nuovamente, una sottile musica di sottofondo inizia lentamente a crescere e crescere, sempre più, finché...

...un riff veloce di batteria, poco prima di un breve assolo di chitarra elettrica, un attacco in perfetto stile Power. Che dire, un inizio di album a dir poco spettacolare, stupendo, e assolutamente PERFETTO.
Passato solo 1:14 ed è chiaro che questo non è come tanti altri album di genere affine.


Simple minded brain,
For now you succumb
Nothing changes your way
This worlds insists to be the same
based on our mistakes
The flowers fade along the road
Don’t blindfold your eyes,
So loneliness becomes the law
of a senseless life


D'altro canto, Carry On pur essendo indiscutibilmente una traccia Power Metal, è suonata magistralmente. Inoltre, ritengo che questa come tante altre tracce dell'album senza mezzi termini diano da mangiare alla maggior parte delle band Power Metal esistite/esistenti, quasi ridicolizzandole. Oltretutto, rispetto al resto, questa è probabilmente la traccia più "semplice" composta dalla band.
Angels Cry vi ricordo che uscii nel 1993, quindi non di recente ma neanche così tanto tempo fa. Vi ho detto tutto.


Follow your steps and you will find
the unknown ways are on your mind!
Need nothing else than just your pride to get there…
Go!


Non poteva mancare, a questo punto, una particolarità e peculiarità degli Angra che avrete sicuramente già notato con l'intro dell'album, ovvero l'influenza della musica classica.


Now you have to face another day
You won’t be alone
This life is forcing us to stay
for how long?
Cold is the wind and thunder struck
on a stormy night
But can’t you see, I’m by your side
We are marching on!

So, carry on,
There’s a meaning to life
Which someday we may find…
Carry on, it’s time to forget
the remains from the past, to carry on!


Notare i diversi acuti di Matos, impressionanti. Ma questo è ancora niente.


03 - Time
Passata Carry on, parte Time: una traccia melodica con frequenti arpeggi in chitarra elettrica.


Life makes us feel
the time we cannot hold
Time makes us live
a tale already told
Time makes us heal
a feeling inside
a feeling that lies in our heart
that we stole away...


Memorabile è soprattutto il ritornello (quello che avete appena letto) e il successivo riff, ripetuto per due volte, uno a circa metà e uno alla fine della traccia stessa. Da notare ancora una volta l'estrema estensione vocale di Matos.
Conclude un ticchettio di orologi in perfetto stile Time Floydiano, una dedica più che dovuta, considerato il titolo della traccia.


04 - Angels Cry
Arriviamo poi alla traccia che dà titolo all'album, suonata e cantata ancora una volta magistralmente. Una traccia che in alcune sezioni sembra abbandonare in parte il Power Metal, che funge da base per il disco; stessa cosa capiterà anche in un altro paio di tracce, Streets of tomorrow e Evil Warning. Forse un preludio al cambio di rotta con Holy Land?


It's like 
Angels crying
can't take no more!
Angels dying
capture their fall!


Parti ritmiche e veloci in batteria, e la sezione in musica classica a circa 4:16 inframezzata da un assolo di chitarra elettrica. Spettacolo puro.
Chiaro che il testo non è ai livelli di quello di Holy Land, ma non è neanche banale (dopotutto,oltre al bianco e nero esiste anche tutta una scala di grigi) ed è abbastanza astratto e lascia spunti di riflessione.


06 - Never Understand
Probabilmente la traccia più melodica del disco, nonché una delle migliori e meglio riuscite, con suoni e sonorità che ricordano molto le musiche scozzesi e celtiche.
Molto bella la parte strumentale a partire dai quattro minuti circa, con un particolare assolo di chitarra elettrica, ma soprattutto quella che funge da chiusura per la traccia, con diversi arpeggi melodici.

Una piccola chicca: alcune sezioni di chitarra sono suonate da Kai Hansen che in questa traccia fa da "Guest Star".


07 - Wuthering Heights
Un leggero e pacifico inizio in pianoforte. Si può trasformare una canzone Pop in una traccia Power Metal? Perché no, e Wuthering Heights ne è la prova.
Questa cover della famosa canzone di Kate Bush è talmente ben riuscita da farmela preferire (di gran lunga) all'originale, e considerato anche quanto detesto il Pop non c'era neanche da starlo a dire; se poi ci sono gli Angra dietro ancora di più!

La traccia, come molti già sapranno, si ispira all'omonimo romanzo gotico di Emily Brontë, scrittrice inglese dell'Età Vittoriana.
Ancora una volta, vi invito ad ascoltare gli acuti di Matos, dopodiché vi ricorderei che questo brano viene normalmente cantato da un soprano.


09 - Evil Warning


Time to believe in the dream that you've seen 
In a world that is broken and mean 
One day the sun it will shine for us all 
Take the freedom that you have fore-seen...


Ed è così che inizia quella che è probabilmente insieme a Time, Angels Cry e Never Understand, la traccia meglio riuscita ed "architettata" dell'intero album, traccia che si stacca dall'impianto Power Metal del disco per avvicinarsi a quello che viene definito Speed Metal.
A questo proposito quindi devo puntualizzare un cosa per evitare un possibile linciaggio da parte dei fan degli Helloween: l'intro così come la ritmica della traccia, fatta eccezione della sezione strumentale a circa 3/4 di cui parlerò tra poco, effettivamente un pò ricorda e si ispira ad alcune tracce del gruppo tedesco (ma attenzione, parlo del primo periodo degli Helloween) e ne rappresenta infatti un vero e proprio omaggio.

Detto ciò, a prescindere dalla traccia in sè, quello che lascia impressionati (o almeno, ciò che ha colpito me particolarmente) è come è strutturata, ma soprattutto come è suonata: pazzesca ed incredibile è la sezione strumentale accennata poco fa, della durata di circa 3 minuti, collocata prima della ripresa finale del ritornello; che dire, sono diverse trovate in chitarra elettrica, batteria e strumenti tipici della musica classica, in realtà "spezzate" tra loro ma concepite e strutturate talmente bene da sembrare un tutt'uno.

Beh, dopodiché...

Evil warning!
You're much too fast and much too high, 
No time to worry! 
It's over, no more remaining time 
to cry and feel the pain.
Run, don't wait for the sun 
cause it's setting on you hopes! 
Don't look far behind for the shadows 
They still stands... until the end! 


10 - Lasting Child
Brano dalle tinte più soft, Lasting Child si compone in realtà di due parti, anche se ciò non viene quasi mai menzionato. La prima parte suonata e cantata, intitolata "The Parting Words" della durata di circa 4 minuti, e la seconda "Renaissance" di 3:35 solamente strumentale, in pianoforte, violino e (non può mancare) batteria, a cui fa da sfondo una sottile e leggera melodia di chitarra classica.

Quale chiusura migliore, per una band e un album che si ispirano molto alla musica classica?


05 - Stand Away / 08 - Streets of Tomorrow
Ho voluto lasciare queste due tracce alla fine non perché siano peggiori delle altre in senso stretto, ma semplicemente perché, pur essendo ottime, non mi hanno convinto appieno: secondo me manca loro quel quid che invece le altre tracce possiedono, e per quel che mi riguarda entrambe si equivalgono sotto molti aspetti, poiché hanno lati positivi e negativi che si compensano a vicenda.



TRACKLIST E COMMENTO (PERSONALE) FINALE

Genere: Power Metal / Speed Metal

André Matos - Voce
Kiko Loureiro - Chitarra elettrica
Rafael Bittencourt - Chitarra elettrica
Luís Mariutti - Basso
Alex Holzwarth - Batteria

01 - Unfinished Allegro (1:14)
02 - Carry On (5:03)
03 - Time (5:54)
04 - Angels Cry (6:49)
05 - Stand Away (4:55)
06 - Never Understand (7:48)
07 - Wuthering Heights (4:38) [cover]
08 - Streets of Tomorrow (5:03)
09 - Evil Warning (6:41)
10 - Lasting Child (7:35)
        I - The Parting Words (4:02)
          II - Renaissance - (3:35)


Che dire di più su questo Angels Cry?
Ripetere l'ennesima volta che è un capolavoro mi sembra scontato (eppure, nonostante tutto, l'ho appena fatto) così come lo sarebbe il dire che l'ho amato fin dall'inizio.
Questo album non è solo un elogio, in parte, alla musica classica, ma anche un eccellente esempio di Power Metal che insegna sotto tanti punti di vista a molte altre band che siano (o siano state) anche pioniere del genere, ed in primis sarebbero da citare gli Stratovarius. Adesso so a chi si sono probabilmente ispirati per un paio di loro tracce Power con richiami alla classica, contenute in Fourth Dimension.

Vogliamo poi parlare dei membri della band? A partire dai due fenomenali chitarristi, passando per il non poco importante bassista, l'ottimo batterista Holzwarth che poi sarà rimpiazzato dal famoso Confessori, per arrivare poi alla punta di diamante: André Matos. Vale la pensa spendere qualche parola in più su di lui.
Non faccio fatica a dire che secondo il mio modesto parere è uno dei migliori cantanti mai esistiti ed esistenti. Perché? Intanto basta ascoltare i suoi frequenti acuti; ma soprattutto quello che per me ne fa un gran cantante è la sua incredibile estensione vocale che gli permette di cambiare spesso timbro anche radicalmente, tanto da sembrare che in molte tracce abbia una voce ogni volta diversa, e ciò è a dir poco incredibile. Gli unici a mia memoria in grado di fare una cosa del genere sono in primis Freddie Mercury, Ronnie James Dio, Bruce Dickinson, Rob Halford...e veramente pochi altri.


Comunque sia, sono due le cose che più mi stupiscono di Angels Cry.
La prima è l'incredibile ed improbabile accoppiamento che sono riusciti a creare e a rendere in maniera a dir poco egregia, un mix tra due generi musicali completamente differenti tra loro, come il Power/Speed Metal e la Classica, che invece in questo album coesistono e convivono armoniosamente. Sotto questo punto di vista è stata una scommessa vinta.
La seconda invece è proprio il fatto che sia il primo album della band. Certo non è una regola, ma di solito gli album d'esordio sono sempre un po' acerbi, e in generale quindi ben poco maturi proprio perché rappresentano l'inizio di una band che deve ancora ben definire i propri attributi e rendersi capace di ciò che può o non può fare. In questo caso invece gli Angra hanno dimostrato non solo di avere enorme talento da vendere, ma anche di aver avuto fin dall'inizio già le idee ben chiare in mente su come scrivere e comporre l'intero disco, stessa cosa che succederà (in maniera però assai maggiore) con Holy Land, album che come già accennato consacrerà la band brasiliana per sempre. Come già accennato, non vedo l'ora di pubblicare il mio commento su questo.

Commenti

  1. Mi hai convinto, lo ascolto!

    PS avevi ragione, questo blog visto in fullHD è tutta un'altra cosa!

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