SOUNDGARDEN - King Animal [2012 reunion album]

Commento




E' cosa rassicurante e positiva quando, una volta iniziato ad ascoltare l'album della reunion di una band che è sparita per ben 16 anni e, inizialmente spiazzato per il sound un pò diverso dal solito, riascoltando l'album più volte e a distanza di tempo si cambia idea, specialmente se in maniera drastica.

Questo è quello che è successo a me con King Animal, pubblicato nel 2012.
I Soundgarden, una band e un particolare genere musicale di cui con il passare del tempo mi sono letteralmente innamorato (cosa peraltro già successa per gli Angra tempo fa) dopo, come già detto, 16 anni di assenza dal panorama musicale ritornano in grande stile con un album che, seppur assai diverso da quelli storici (capolavori senza tempo) riescono comunque a dire ancora una volta la loro, riuscendo a tirare fuori, in un panorama musicale dove spesso molte band "dei tempi andati" tendono a riciclarsi e avvicinarsi a un sound più commerciale e adatto alla massa, un album originale sotto diversi punti di vista.



IL DISCO

L'inizio dell'album, in generale molto criticato e che mi aveva inizialmente deviato riguardo la bontà generale dello stesso, è una traccia (nonché singolo estratto dall'album) che, essendo un loro grande fan e avendo ascoltato tutta la discografia dei Soundgarden decine e decine di volte, posso dire essere diversa dal loro classico stile: né alternative rock, né grunge, Been away too long è una traccia pseudo Hard-Rock che però, pur non essendo né una brutta traccia né un capolavoro è più che discreta, si lascia ascoltare ed è apprezzabile. Il video allegato al singolo peraltro è originale e abbastanza singolare (si, ho fatto la rima).

In generale potrei dividere l'album in tre parti: le tracce che ritengo le più ispirate in assoluto, quelle buone/ottime, e infine quelle che sono "per questo o quel motivo" delle pecore nere.

Nella prima, di sicuro posso annoverare:

02 - Non-State Actor
03 - By Crooked Steps
04 - A Thousand Days Before
05 - Blood on the Valley Floor
06 - Bones of Birds

Tra cui la veloce e incalzante Non-State Actor e l'orientaleggiante A Thousand Days Before, ed entrambe mostrano un Kim Thayil ancora in (più che) piena forma. By Crooked steps è una traccia che ha impiegato un po' di tempo ad ingranare nella mia testa, ma una volta "compresa" è impossibile non apprezzarla, così come è impossibile non apprezzarne il relativo (divertente) video, una volta capito il significato:



(notare la scena del DJ...a dir poco favolosa.)

La ciliegina sulla torta, che rappresenta secondo me la traccia meglio riuscita ed ispirata dell'intero album, è Bones of Birds, triste e malinconica, con un Matt Cameron impressionante (come d'altronde è sempre stato) e un Chris Cornell che seppur con una voce che, con il passare degli anni, ha perso parte di quella modulazione del passato, è ancora incredibilmente espressiva e fa piacere constatare che, altrettanto, la sua capacità interpretativa non sia affatto diminuita.
Una parentesi per Blood on the Valley Floor: una traccia lenta e pesante (no, non nel senso dell'essere noiosa), in parte ispirata allo stile Sabbathiano, che tenta di ritrovare (in parte riuscendoci) il grunge graffiante e depressivo del loro album più conosciuto nonché capolavoro, Superunknown.


Il secondo gruppo invece conterrebbe:

07 - Taree
08 - Attrition
09 - Black Saturday
11 - Worse Dreams
12 - Eyelid's Mouth

Di cui specialmente Black Saturday e Worse Dreams si ispirano e cercano di ricollegarsi all'ultimo album prima dello scioglimento della band, ovvero Down on the Upside (nel 1996) e sono le uniche due tracce dove, forse, la voce di Cornell assomiglia di più a quella che aveva anni addietro. Purtroppo è solo apparenza e bisogna un po' arrendersi alla realtà dei fatti: dimenticatevi i suoi impressionanti alti ed acuti, lui è la prova del fatto che "il tempo passa per tutti" e, considerando che l'ultimo album era stato rilasciato 16 anni prima, direi che la cosa è anche abbastanza normale.
Molto particolari Taree, Attrition e Eyelid's Mouth, che necessitano di qualche ascolto prima di essere assimilate completamente. In ogni caso, sono tutte ottime tracce in cui si può vedere, chiaramente e indubbiamente, l'impronta Soundgarden.

Il terzo e piccolo gruppo invece:

01 - Been Away Too Long
10 - Halfway There
13 - Rowing

Non le ho chiamate per caso, all'inizio, pecore nere.
In particolare, tralasciando la prima di cui ho già parlato, Halfway There è una bella traccia che però ha abbastanza poco dei Soundgarden; non sono infatti il solo a dire che sarebbe stata meglio in un album solista di Cornell come l'ottimo Euphoria Morning.
Infine Rowing, una traccia che è si strana, particolare e un po' psichedelica, ma che meno mi ha lasciato dentro tra tutte le altre dell'album; decisamente meno ispirata.



TRACKLIST E COMMENTO (PERSONALE) FINALE

Genere: Alternative Rock/Metal

Voce e chitarra - Chris Cornell
Chitarra elettrica - Kim Thayil
Batteria - Matt Cameron
Basso - Ben Shepherd

01 - Been Away Too Long (3:36)
02 - Non-State Actor (3:57)
03 - By Crooked Steps (4:00)
04 - A Thousand Days Before (4:23)
05 - Blood on the Valley Floor (3:48)
06 - Bones of Birds (4:22)
07 - Taree (3:38)
08 - Attrition (2:52)
09 - Black Saturday (3:29)
10 - Halfway There (3:16)
11 - Worse Dreams (4:53)
12 - Eyelid's Mouth (4:39)
13 - Rowing (4:12)


Come valutare questo album quindi?
Indubbiamente ha dei lati meno riusciti, ma credetemi quando vi dico che, alla fine, ci sono ben più luci che ombre. E' un album molto vario, tipico in stile Soundgarden, e che difficilmente vi annoierà, una volta che lo avrete assimilato; io personalmente l'ho ascoltato e riascoltato con piacere per ben più di una volta.
Certo, non è un capolavoro nel senso stretto del termine, e di sicuro non raggiunge neanche lontanamente i fasti di Badmotorfinger e Superunknown (due perle di dischi, davvero) né l'ottimo Down on the Upside, ma ha ancora nelle fondamenta l'estrema bravura in ambito strumentale dei Soundgarden, nonché la notevole capacità di composizione e interpretazione di Cornell; ed è questo che conta e che, complessivamente, fa la differenza.

Purtroppo mi rendo conto che, per una band che non suonava più insieme da 16 anni, questi siano davvero tanti. Ci si poteva aspettare di tutto, tra cui un sound e uno stile completamente mutati e diversi, un dirottamente verso un genere più commerciale, o ancora peggio una band non più in grado o all'altezza di fare quella musica che ha contribuito a dare i natali al genere "alternative" con Down on the Upside, ma soprattutto (insieme a quella degli Alice in Chains e dei Pearl Jam).al grunge. Invece dopo così tanto tempo abbiamo ancora i riff di Thayil, la disarmante bravura di Cameron, il basso di Shepherd, e per finire la voce di Cornell che, seppur inevitabilmente cambiata e affievolitasi col passare degli anni, non permettendogli più di raggiungere le note alte con tanta facilità e senza sforzi (ben più di qualche lacrimuccia mi è caduta sentendolo faticare, specialmente guardando i video dei recenti live), rimane alle mie orecchie ancora la stessa, e ancora incredibile.
Ma soprattutto abbiamo ancora una band in grado di comporre e suonare pezzi ottimi e, cosa ancora più importante, originali; e una band che allo stato attuale dimostra di avere ancora molto da dire. Non posso che esserne felice.

Magari non saranno i Soundgarden del 1988-1989, del 1991 o del 1994, ma sono dannatamente e indubbiamente ancora loro, e a ciò mi sento di dire una cosa solamente: bentornati.


PS: ora che si sono riuniti, riuscirò prima o poi ad andarli a vedere dal vivo?

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