The Walking Dead (Videogame) - Season One

Recensione




Sapete, io detesto le varie trasposizioni di libri, fumetti o altro che si discostano molto o completamente dall'opera originale, inventando una nuova storia e nuovi personaggi, perché quasi sempre ciò non fa che snaturare l'opera stessa. Quindi, pur non avendo mai letto la saga a fumetti di Kirkman ma guardato solamente la serie tv, per i motivi citati sopra ero abbastanza scettico riguardo il gioco, e questo nonostante i numerosi premi che aveva ricevuto e le numerose recensioni positive che lo elogiavano come Capolavoro del 2012 e Gioco dell'anno.
Così dopo tanti dubbi e tante domande ed essendo -non lo nego- anche abbastanza disilluso, lo acquistai, approfittando di un Humble Bundle. In sostanza un vero affare, se si considera che a soli $3 nel pacchetto erano inclusi anche altri giochi della stessa TellTale (fondata da alcuni ex-membri della LucasArts) come Ritorno al futuro, Wallace & Gromit ed altri ancora.
Circa 10 ore per giungere alla conclusione di questa prima stagione videoludica di The Walking Dead, e adesso tutti dubbi che avevo prima mi sembrano assurdità.

Buona lettura.



Trama: narrazione e "coinvolgimento emotivo"
  Meccaniche di gioco
    Stile grafico, atmosfera, animazioni ed espressioni facciali
      Personaggi
        Colonna sonora e doppiaggio


Voi siete Lee Everett, un professore di storia nato e cresciuto in Macon (Georgia) e un'auto della polizia vi sta appena scortando in carcere. Ovviamente siete ammanettati, e all'apparenza sembra abbiate commesso un qualche tipo di omicidio, anche se per il momento non vi è dato molto sapere, le informazioni sono frammentarie. Basta una chiacchierata con il poliziotto alla guida però per comprendere che la vittima è un uomo, precisamente l'amante di vostra moglie che vi ha tradito senza pietà alcuna.
Capite subito che il poliziotto non cede tanto facilmente alle chiacchiere, e voi non siete un tipo di molte parole; o meglio, in quel momento (comprensibilmente) non avete molta voglia di dialogare, così spesso troncate.

Qualche altro minuto nell'auto ed è chiaro che le cose si metteranno molto male. Una donna, o meglio quel che ne rimane, sbuca fuori all'improvviso dal ciglio della strada. Lo spettacolo non è dei migliori e alla sua vista il vostro cuore inizia a pulsare a ritmo incontrollato. Non avete mai visto una cosa del genere, che razza di scherzo è?!

ATTENZIONE!

Urlate al poliziotto, ma è ormai troppo tardi: l'auto cade da un dirupo abbastanza profondo, rotolando su se stessa più volte per poi fracassarsi finalmente a terra. Dopo qualche istante, abbastanza malconci iniziate a riprendere coscienza e iniziate a realizzare gli eventi pre e post schianto. Alla fine vi dite che le cose potrebbero andare peggio.
Maledizione, era meglio stare zitti. Uno sguardo rapido alla vostra destra: il poliziotto giace a terra, apparentemente morto. "Come è possibile che sia fuori dall'auto?!" vi chiedete. Per il momento non ve ne curate, dovete assolutamente uscire anche voi, ma come? Siete ammanettati e non c'è un attrezzo per poter rompere il finestrino dell'auto neanche a pregare.
Non siete stupidi, un modo lo troverete...ma avete solamente iniziato a pagare il prezzo per la vostra libertà.


"Together we stand, divided we fall."

The Walking Dead è strutturato in episodi proprio come una Serie TV, infatti potrebbe essere paragonato più a una sorta di "Interactive novel" che a un vera e propria avventura grafica. Questo l'elenco degli episodi (in totale 5, ognuno della durata di circa 2 ore):

Episode 1 - "A new day"
Episode 2 - "Starved for help"
Episode 3 - "Long road ahead"
Episode 4 - "Around every corner"
Episode 5 - "No time left"

Non a caso ho inserito i titoli in inglese: TWD non è tradotto in italiano, nè in altre lingue. Tuttavia è presente una patch, amatoriale s'intende, che traduce tutti i testi (e solo i testi, ovviamente) in quella nostrana. E' fatta abbastanza bene e il testo è tradotto fedelmente sebbene, per forza di cose, molti slang e modi di dire spesso non sono tradotti, e quindi in parte si perde un pò il feeling che invece si avrebbe con anche i testi in inglese.


Cos'è che rende la "trasposizione" videoludica di The Walking Dead così speciale?
Le risposte sono due: la narrazione e il livello di coinvolgimento emotivo. Nonostante possano sembrare due cose apparentemente diverse sono invece legate tra loro a doppio filo.
Innanzi tutto dovete sapere che ho apprezzato davvero molto la prima stagione (in particolare) della relativa Serie TV: lo spaesamento iniziale, il costante senso di pericolo e di paura e la pressante sensazione di non essere mai soli, tutte cose che ritroviamo alla grande anche in questo adattamento videoludico.
Lee e Clementine
Nonostante questo però non mi sarei mai aspettato che le stesse sensazioni fossero più forti nel gioco che nel suddetto serial televisivo. Il senso di timore misto a paura non verrà messo a tacere neanche per un attimo, la spossatezza che inizierete a sentire da un certo momento in poi (prima di quanto pensiate) non vi darà tregua, e sarete sempre con il fiato sospeso, incerti su cosa accadrà di li a poco perché a seconda delle scelte che effettueremo, molteplici e tutte con un impatto medio o -a volte- significativo sugli eventi di gioco, la trama e le pieghe che questa può prendere sono del tutto imprevedibili e molto spesso inaspettate, così come imprevedibili sono le situazioni, e nel corso della storia noterete che un Walker potrebbe nascondersi dietro ogni angolo. I pochi ed unici momenti in cui potrete tirare, seriamente o meno, un sospiro di sollievo saranno solo quando dovrete parlare con i vari personaggi (il dialogo è una parte importante del gioco), trovare dei particolari oggetti o un modo per risolvere una determinata situazione; inoltre sarete sempre in costante ricerca di una via di fuga ed avrete ad un certo punto come la sensazione di correre intorno ad un cerchio poiché, una volta trovata una soluzione ad un determinato problema o circostanza, questa vi verrà letteralmente smontata davanti ai vostri occhi.

Ve lo dico da adesso, The Walking Dead non è un gioco per chi non ha uno stomaco forte. Se c'è una cosa che mi ha sempre impressionato fin dall'inizio è la crudezza con cui vengono affrontati certi argomenti e con la quale sono gestite diverse scene, a volte con tematiche ma soprattutto situazioni che sembrano tratte direttamente da qualche racconto horror (o ancora meglio di H.P. Lovecraft o Edgar Allan Poe) e alcune scene abbastanza splatter. Quello che intendo dire è che, per esempio, un conto è vedere una scena emotivamente "forte" nella trasposizione televisiva, un altro è effettuarla noi stessi o provarla direttamente sulla nostra pelle, e vi assicuro che la sensazione a lungo andare diventa a dir poco straziante. A cosa mi riferisco? Non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi mi fermerò qui.

Tutto questo è supportato da meccaniche di gioco che nonostante siano assai limitate e risicate, funzionano alla perfezione e divertono in altrettanto modo e riescono a tenere sempre attiva l'attenzione tramite Quick Time Event studiati ad arte (e lo dice uno che odia a morte i QTE) che a volte sono improvvisi e richiedono una certa dose di riflessi. Non mancano le sezioni di esplorazione di luoghi e strutture chiuse, e altre in cui dovremo agire per difenderci (e difendere/salvare Clementine) dai Walkers, colpendo con armi bianche o sparando, tutti oggetti che raccoglieremo insieme a quelli legati alla trama principale che andranno in un inventario, però, non consultabile: ogni azione infatti avverrà contestualmente, ovvero a seconda delle situazioni comparirà l'icona dedicata a questo o quell'oggetto che abbiamo precedentemente raccolto, cosa che di fatto automatizza il gameplay azzerando praticamente ogni difficoltà di gioco. Per questo motivo vi invito a disabilitare nel gioco tutti gli aiuti legati alla trama (che dicono in anticipo le conseguenze di ogni azione che si sta per fare) che sono davvero insensati e rovinano gran parte dell'esperienza; consiglio invece di lasciare l'aiuto che rende visibili al passaggio del mouse gli oggetti con cui possiamo interagire, questo per evitare un fastidioso, noioso ed esagerato "pixel hunting" che a lungo andare porta solo a far venire una crisi di nervi.
Molti ora si chiederanno come è possibile che la difficoltà sia così limitata. Non a caso ho parlato, all'inizio, di "film interattivo": TWD non è una avventura grafica basata sugli enigmi, dato che non ve ne sono in senso stretto del termine, ma basata esclusivamente sulla storia e sui personaggi, e che punta molto sulla capacità di "coinvolgere" il giocatore a livello emotivo.


Ma di questo parlerò tra molto poco, voglio invece aprire una piccola parentesi per ciò che concerne grafica e animazioni. Ormai la TellTale è famosa per l'utilizzo del "Cell shading" in quasi ogni suo titolo, e in questo The Walking Dead non fa eccezione, ma anzi, cerca di (r)innovare un pò la formula adattandola alla particolare atmosfera del gioco. Il risultato è notevole e lo si intuisce da subito: nonostante per forza di cose la grafica non sia all'avanguardia è proprio lo "stile grafico" e la combinazione con l'atmosfera e le situazioni di gioco a farne da padrone. Le animazioni scheletriche anche, sono quelle che sono, complici di tutto un comparto tecnico solamente discreto; eppure perfino queste riescono a risollevarsi grazie alle ottime (ma anche più) espressioni facciali che in certi momenti possono volutamente far ridere, impietosire o commuovere, a livelli che non avrei mai potuto credere. Specialmente le espressioni dei comprimari Lee e Clementine e il loro impatto emotivo sono davvero da lode: Clementine soprattutto mi ha davvero colpito e durante certe situazioni di gioco il suo sguardo mi ha lasciato non poco impressionato...e inerme, specie quando una determinata azione non è approvata dalla co-protagonista facendomi -sul serio- pentire solamente "guardandola negli occhi".
Ed è proprio qui infatti che The Walking Dead fa centro, i due personaggi primari, ma soprattutto Clementine. Non affezionarsi a lei è statisticamente impossibile. A partire dalla voce, per finire con il suo sguardo innocente e indifeso, non potranno che farvi tenerezza e, dai primi istanti in cui accompagnerete la bambina, non farete altro che pensare a proteggerla e impedire che le sia fatto del male, da parte dei Walkers ma anche e soprattutto da parte di chi è ancora in vita, tra chi inizia a perdere il senno e chi, ormai, lo ha già perso. Questo perché, uno forse dei leitmotiv principali di The Walking Dead (e qui non mi riferisco solo al videogame ma in generale, quindi all'opera principale a fumetti e alla trasposizione televisiva) nonché uno degli "insegnamenti" primi, si potrebbe riassumere nella frase (e citazione):

"Fight the dead. Fear the living."

Lee e Glenn
Passando per i personaggi secondari devo essere onesto, alcuni non mi hanno entusiasmato, e forse questa è davvero l'unica vera pecca dell'adattamento videoludico. Se da una parte ho apprezzato molto Kenny, Molly, Lilly (caratterizzati davvero molto bene, e una mano la dà anche il doppiaggio) e alcune brevi apparizioni come Hershel e Glenn, e per finire "Lo Straniero" (di cui per ovvi motivi non posso parlare) dal'altra alcuni come per esempio Christa, Chuck e Carley, non mi hanno convinto particolarmente. In parte forse mancante in loro un tocco di originalità, ma a mio parere non è tanto colpa della caratterizzazione in sè quanto di due fattori collegati e di grande importanza: la relativa brevità della stagione videoludica e la velocità con la quale alcuni personaggi escono di scena, che -personalmente parlando- non mi hanno concesso il tempo adatto per apprezzarli abbastanza.

Superbe le voci di Lee e Clementine (rispettivamente di Dave Fennoy e Melissa Hutchison) e ottime quelle di Kenny e di molti altri personaggi. Alcune invece, come quelle di Duck, Christa e dei St. John's, non mi hanno invece impressionato, e le ho ritenute inferiori a quelle di molti altri doppiatori in diverse altre produzioni


Parentesi a parte per la colonna sonora, a mio avviso molto azzeccata per l'atmosfera che circonda ogni singolo episodio, al punto giusto da enfatizzare alla perfezione quei particolari e spesso drammatici momenti a cui avremo -il piacere o il dispiacere- di assistere.
Lodevole e di impatto (ma questo lo può capire solo chi ha completato l'intera stagione) è sia la traccia conclusiva, sia quella dei titoli di coda che rappresenta una versione per così dire "remixata" di una canzone di tale Alela Diane.
Tutte le tracce, esclusa quella dei credits, sono state composte da Jared Emerson-Johnson, già autore della colonna sonora di altri titoli della TellTale, tra cui l'ultimissimo The Wolf Among Us (trasposizione della serie a fumetti Fables), gli episodi di Ritorno al Futuro e di Wallace & Gromit, Jurassic Park, alcuni episodi di Sam & Max, e infine due episodi della trasposizione videoludica di Bone.



Riassunto: Likes & Dislikes

LIKES
- Il livello di coinvolgimento emotivo è alle stelle: ora comprendo perché è stato decretato "Gioco dell'anno"...o almeno, spero sia questo il motivo.
- Clementine, una bambina a cui mi sono affezionato dal primo istante in cui l'ho vista. Qui si ritorna al discorso del "coinvolgimento emotivo".
- Il rapporto tra Lee e Clementine. Ancora una volta, il "coinvolgimento emotivo".
- L'episodio 5 ed il relativo finale. Per la quarta volta di fila: "coinvolgimento emotivo".

DISLIKES
- Alcuni personaggi troppo poco sviluppati a causa della brevità della stagione videoludica, ma soprattutto della relativa velocità con cui escono di scena. L'unica vera pecca di questo adattamento videoludico,
- Cinque ottimi episodi che purtroppo passano molto velocemente: solo 10 ore circa per completare l'intera stagione
- Alcuni aiuti insensati che TellTale inserisce nel gioco. Ma possibile che ci sia sempre bisogno di rendere le cose appetibili a chiunque (e sottolineo chiunque)?



Commento personale e valutazione


Lasciate che dica un paio di cosette a chi ha criticato questa trasposizione videoludica perché "non soddisfatto del gameplay": cari (ma anche no), questo gioco non si basa sul gameplay ma su narrazione e coinvolgimento, garantiti da due personaggi azzeccati come Lee Everett e Clementine, così come è azzeccato, in termini di pura sceneggiatura, il rapporto tra i due.

Lasciatemi dire che ho passato giorni a ripensare al finale dell'Episodio 5 (in assoluto uno dei più belli, ricchi di suspense e strappalacrime che siano mai stati ideati) quasi come se fosse stata una esperienza reale. Una qualsiasi opera in grado di regalare momenti così coinvolgenti e drammatici merita a mio avviso di essere annoverata, se non tra i capolavori assoluti (ammesso che ne esistano), quantomeno nella lista dei titoli che hanno cambiato la storia del media. The Walking Dead, insieme a tante altre AG meno recenti, è un esempio di come dovrebbe essere scritta e "diretta" una Avventura Grafica -o Interactive Novel- che si rispetti.
Un vero peccato che la stagione duri appena una decina di ore, ma d'altra parte ciò è compensato dalla seconda stagione in arrivo a breve (e di sicuro successivamente arriverà anche una terza).

Una cosa è certa, Lee e Clementine verranno ricordati per molti anni a venire. Non dai cosiddetti hardcore gamers che fanno dei videogiochi una religione e uno stile di vita (nonché soprannominati dal sottoscritto gamers tamarri), nè tantomeno dai "casual gamers" che cercano semplicemente un qualcosa da consumare, un  semplice mezzo, un dispensatore di divertimento.
E allora da chi? Semplice, da chi disprezza i titoli commerciali; da chi pone il "graficozzo" e il gameplay in secondo piano rispetto ad altro; da chi crede che, nonostante le pochissime decenti rimaste, le avventure grafiche abbiano ancora qualcosa, più che qualcosa, da dire; dagli anticonformisti, da chi si rifiuta di accettare come si è trasformato il mercato videoludico dall'inizio del secondo millennio e cosa, soprattutto, è diventato.
La colpa cari miei non è dei videogiochi ma -come sempre d'altronde- delle persone.
9/10
Merito/Demerito:  + (personaggi)
COINVOLGIMENTO:  5/5
VALORE PERSONALE:  alto

Commenti

  1. Capolavorone davvero. E io ho finito nella stessa settimana questo e The Last of Us, e anche quello è una bella picconata all'anima...

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    1. Immagino :)

      Ho letto diversi pareri riguardo The Last of Us, devo dire che ho rivalutato in larga parte i Naughty Dog. Onestamente -pur essendo magari bello in sè come videogioco nel senso stretto del termine- non ho mai visto di buon occhio Uncharted (e così tuttora) sia perché l'ho sempre ritenuto una brutta copia di Indiana Jones, sia perché mi è sempre sembrato puntare molto più sul "graficozzo" ultrapompato e sul gameplay che su altri aspetti (per me più rilevanti), questo per poter vendere il più possibile.
      Ma diamine, The Last of Us è proprio diverso. Anche dalle descrizioni che mi hai fatto non mi sembra per niente far parte dei tanti TPS (o FPS, anche se non è questo il caso) vuoti e senza "anima" di cui il mercato videoludico è pieno, anzi.

      Considerato l'enorme (è dire poco) successo che ha avuto, anche e soprattutto di critiche, continuo a sperare in una versione PC, perché anche se il problema principale rimane l'esclusiva PS3 non è detto che in futuro non possano realizzarla (alla fine l'esclusiva è solo un fatto temporale, basti pensare ad Alan Wake)

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