Mass Effect 3 - Recensione




Sapete, la cosa peggiore delle recensioni è che spesso non si sa mai come scriverle per non rischiare di essere linciati, specialmente se si tratta di opere famose e di un certo calibro, ma soprattutto recenti e che abbiano suscitato mille e più dibattiti/discussioni.
E quindi eccoci qui a recensire il terzo capitolo della saga videoludica di fantascienza più fortunata e famosa degli ultimi anni, una saga che a mio modo di vedere ha segnato nuovi standard nel modo di proporre e presentare due aspetti collegati quali sono trama e sceneggiatura, ma soprattutto un universo talmente ricco e vario da fare concorrenza ad altre opere di fantascienza. Una saga che è stata ormai consegnata alla storia, conclusasi proprio con questo terzo capitolo che mi accingo a recensire.
Ah, non è un caso se ho usato per paragrafi e sottoparagrafi solo i colori blu e rosso. Chi ha già completato Mass Effect 3 sa di cosa sto parlando.


N.B:
sono presenti spoiler leggeri nella sezione trama, per il resto gli unici altri presenti sono stati inseriti sotto tag.



Trama
  Narrazione, atmosfera e coinvolgimento
    Quest


Due persone non mostrate, ma che sono l'Ammiraglio Hackett e il Capitano Anderson, stanno parlando, mentre sullo sfondo appaiono alcuni membri dell'equipaggio della SSV Normandy, alquanto indaffarati.



Adm. Hackett: "Quanto è grave?"

Cpt. David Anderson: "Molto. Abbiamo appena perso il contatto con due avamposti avanzati. Gli scanner a lungo raggio rilevano qualcosa di enorme."

Cpt. David Anderson: "E' quello di cui Shepard ci aveva avvertiti?"

Adm. Hackett: "Sono pronto a scommetterci."

Cpt. David Anderson: "Quanto abbiamo?"

Adm. Hackett: "Non molto, ho già ordinato di mobilitare le flotte."

Cpt. David Anderson: "Che Dio ci aiuti."


Dopo questa breve cinematica appare il consueto riepilogo delle "puntate precedenti", che non lascia ben sperare.


Nel 2157 l'umanità ha scoperto di non essere sola nell'universo. Trent'anni dopo è riuscita a entrare a pieno titolo nella vasta comunità galattica.


Ma questo futuro idilliaco è minacciato da un antico nemico: i Razziatori, macchine senzienti che 50.000 anni fa hanno estinto ogni forma di vita dalla galassia, stanno tornando.

I leader della galassia sono in preda all'indecisione, convinti che quella dei Razziatori sia solo una leggenda. Peccato che un soldato li abbia già visti con i propri occhi.

Ora il destino della galassia è solo nelle sue mani.



A questo punto, una corposa cinematica fa da intro alla vera e propria prima parte del terzo capitolo, inframezzata ogni tanto da spezzoni di gameplay. Qui il video relativo, che sconsiglio di guardare a chi non vuole rovinarsi l'esperienza di gioco:




(Il video dell'intro è in inglese per via della difficoltà a reperirne uno in italiano che non avesse commenti, sovrimpressioni o altro).



Sullo sfondo, la Terra viene crivellata dai Razziatori mentre suona la lenta, triste e malinconica melodia di "Leaving Earth". Costretto per il momento ad abbandonarla, Shepard insieme ai membri dell'equipaggio, fugge via a bordo della Normandy. Come di consueto per la serie in dissolvenza appare:




Entusiasmante, allettante, pessimistica, catastrofica.
Così e in tanti altri modi si potrebbe definire l'ottima cinematica che fa da introduzione al terzo capitolo della saga. Eppure, se questa promette bene è successivamente che la trama un pò si perde tra luci ed ombre diventando abbastanza lineare. L'abbandono di Drew Karphyshyn successivamente al secondo capitolo purtroppo in questo senso si è fatto sentire molto.
Prima di proseguire però facciamo qualche chiarimento onde evitare di essere fraintesi. La trama in sè non è cattiva ma lo sono diverse (forse troppe e troppo importanti) trovate che ho ritenuto assai improbabili, inverosimili o addirittura totalmente impensabili, che in larga parte la rovinano. Per esempio:


Il finale d'altronde è un'altra questione delicata, non a caso all'inizio ho detto che è stato uno dei più discussi in assoluto. Eviterò di esprimermi qui, rimandandovi all'articolo dedicato in cui ho espresso i miei punti di vista a riguardo.

L'intera trama alla base di ME3 potrebbe essere assimilata a quella di due film, o meglio ad un misto di entrambi, uno piuttosto vecchio e un altro abbastanza recente: sto parlando di La Guerra dei Mondi e Avatar. Se da un lato infatti abbiamo i Razziatori, o Reapers in inglese (traduzione italiana che seppur storpiata dall'originale ha perfettamente senso), enormi macchine senzienti giunte nel sistema solare per sterminare l'intera razza umana (insieme a qualcun'altra, già che c'erano, perché no?), dall'altro abbiamo il protagonista, il nostro caro e buon vecchio Shepard con il cognome forse più abusato nell'universo intero che, resosi conto del fatto che il consiglio come sempre non gli ha dato minimamente retta, decide di imbarcarsi in una folle e disperata avventura per salvare la Terra, nientemeno che provando a riunificare le varie specie e convincerle ad unirsi alla causa entrando in guerra a fianco degli umani. Ah, ovviamente tutto questo a bordo della fedelissima Normandy (ma era scontato, suvvia!). A questo aggiungiamo anche l'antagonista di turno e i suoi personalissimi interessi che contrastano in toto con la nostra missione, ovvero sia l'Illusive Man, Kai Leng e tutta l'allegra compagnia di Cerberus.

Discorso un pò a parte per le quest, molto relativo direi a seconda che si parli di quelle primarie o secondarie. Le prime infatti essendo legate alla trama principale sono abbastanza varie, per via del fatto che andremo in giro per la galassia cercando di risolvere conflitti tra specie e farne da alleate quante più possibile; le seconde invece si riducono ad un semplice atterra in un punto A - raggiungi un punto B e le meccaniche di base sono davvero molto molto simili, per non dire identiche, a quelle della modalità multiplayer, ovvero ottenere una determinata risorsa difendendola o semplicemente recuperarla eliminando le forze ostili.
In sostanza quindi fatta eccezione proprio delle quest principali legate alla trama il resto non è niente di eclatante, di sicuro un bel passo indietro rispetto al secondo capitolo dove le missioni secondarie erano uno dei punti di forza. La colpa di ciò probabilmente è da attribuire a due fattori strettamente collegati: una generale mancanza di idee e il relativo poco tempo avuto per sviluppare il capitolo conclusivo di una delle saghe videoludiche in assoluto più famose ed attese.


"In times like these you know who your real friends are.
They're not the ones running around looking for an escape route, but the ones who stand by your side through the worst of it. Who never give up on you."

Ma a prescindere dalle questioni tecniche, dalle quest secondarie poco riuscite, dalle trovate a volte un pò imbarazzanti e poco credibili della trama, dal finale ambiguo e controverso, c'è una cosa in particolare di cui non posso minimamente esimermi dal parlare, un aspetto fondamentale che a mio parere ha contribuito non poco alla riuscita complessiva del titolo: ce ne accorgeremo fin da subito che Mass Effect 3, molto più dei predecessori, pone estremo accento sui personaggi e sulla relazione tra di loro, e il tipo di narrazione stesso è strutturato in modo tale da mettere in evidenza questo fattore.
Di solito nei videogiochi, ma anche in saghe a libri o fumetti, raramente si tende a far morire i personaggi, specialmente se questi sono apprezzati/amati dal pubblico. In questo caso le cose sono leggermente diverse; d'accordo, in Mass Effect 2 c'era la possibilità di far morire tutti i membri dell'equipaggio (o parte di esso) incluso il protagonista, ma lì era una scelta, nel senso che a seconda del proprio operato si poteva o meno salvare quel determinato qualcuno. In Mass Effect 3 questo succede solo in parte, si potrà si effettuare una scelta che però è solo in parte consapevole, e oltretutto non è riguardante il salvare o meno un compagno, ma chi salvare; il sistema infatti si potrebbe definire "a coppie", nel senso che la scelta sarà sempre tra due personaggi collegati a quel momento della trama e, se decideremo di salvare uno dei due, l'altro dovrà per forza morire perché la trama prosegua. Inoltre ci sono alcuni personaggi di cui non potremo decidere il loro destino, semplicemente muoiono perché così è stato deciso nella sceneggiatura.

Molti avranno letto finora nelle recensioni di ME e ME2, dalle mie righe, che la narrazione è sempre stata uno dei cavalli di battaglia della saga a tal punto da fare rivoluzione in quel (ormai praticamente lontano) 2007. Ebbene, in Mass Effect 3 invece la narrazione non è solo un mezzo per raccontare gli eventi in maniera epica come se si trattasse di un cosiddetto "kolossal" cinematografico, ma anche un modo per coinvolgere il giocatore; la prova di ciò che ho appena detto è che la tipologia di narrazione riesce letteralmente a catturare l'attenzione e rendere il giocatore realmente partecipe della missione di Shepard e a seguire con estremo interesse la trama, nonostante questa non sia il non-plus ultra in quanto a idee generali. Anzi, la nostra missione: in ogni momento ci sembrerà di essere davvero noi Shepard e di star sul serio prendendo delle decisioni noi stessi. Insomma, una volta iniziato, difficilmente riuscirete a staccarvi: Mass Effect 3 ha un alto tasso di assuefazione, ben più alto dei predecessori, questo ve lo posso garantire.


Ora arriviamo alla questione sopra citata. Mass Effect 3 coinvolge, è vero, ma lo fa ben più del solito, ben più di come succede in altri A-RPG. Eh si, perché ME3 porta sul groppone un aspetto che finora pensavo innato solo alle Avventure Grafiche, che è proprio la capacità di coinvolgere il giocatore a livello emotivo (se avete letto in particolare la recensione di The Walking Dead capite di cosa parlo). Non è solo questione di epicità e di momenti a dir poco esaltanti, come finora, ma in questo caso anche e soprattutto di drammaticità, di quelle "piccole emozioni e sensazioni" sottolineate egregiamente da un sottofondo musicale che, se fosse stato concepito in un film, avrebbe senz'altro ricevuto un premio come miglior colonna sonora.


Tutte cose queste che ci fanno capire quanto Mass Effect, analogamente a The Witcher e davvero pochi altri, sia realmente diverso dalla maggior parte dei titoli A-RPG, che puntino all'azione o meno, dell'ultimo decennio. Volete un esempio riguardo ciò di cui sto parlando? Eccolo:


Avete presente quando più volte, nella recensione di Mass Effect 2, ho detto di averlo "rivalutato" solo giocando al terzo ed ultimo capitolo della saga? Ecco, la risposta la trovate qui sopra.



Universo, personaggi e caratterizzazione


Ormai il parere circa questa sezione rimane pressoché invariato fin dalla recensione del primo capitolo.
Un "9" in pagella per:

  • l'enorme universo messo in piedi da Bioware, costruito con cura ma soprattutto bilanciato con precisione in modo tale che (seppur, per forza di cose, con diversi difetti e imperfezioni/imprecisioni che tutte le opere hanno) non capitolasse come un castello di carte.
  • la creatività e l'originalità nel design delle varie specie
  • la caratterizzazione donata ai personaggi primari e a gran parte di quelli secondari.
  • la sceneggiatura e i dialoghi, che a mio modo di vedere non sfigurano di fronte alle opere sci-fi più riuscite.

Una cosa di cui sono rimasto piacevolmente sorpreso è proprio la sceneggiatura, magari non all'altezza di altri titoli della Bioware (Baldur's Gate, Neverwinter Nights, Star Wars: Knights of the Old Republic, Mass Effect) ma comunque in grado di stupire, specialmente dopo l'abbandono, come già detto, dello storico writer della Software House Drew Karpyshyn, che anche con i primi due Mass Effect era riuscito a compiere un lavoro incredibile e piuttosto complesso.
Non ho mai avuto granché fiducia in Mac Walters e le trovate a volte banali nella trama di cui ho già parlato accentuarono il mio scetticismo; eppure nonostante tutto un po' mi son dovuto ricredere sia per come è riuscito a portare avanti la caratterizzazione dei vari personaggi, sia a causa di diverse altre trovate per me ben scritte, e sto parlando principalmente di dialoghi: questi sono in grado di regalare spesso qualche "perla di saggezza", cosa che di solito succede dialogando con Garrus, Javik, Liara e Thane, che di fatto diventano i personaggi più riusciti dell'intera saga (oggettivamente Javik è caratterizzato molto bene, seppur mi stia incredibilmente sulle scatole). Non solo, sono in grado anche di strappare qualche risata, il che si rivela un ottimo modo per creare un "break" in un'atmosfera piuttosto seriosa e in una situazione galattica in cui non c'è spazio per il relax e il divertimento, al contrario di come succedeva sia in ME che in ME2. Epici e altrettanto esilaranti in questo senso sono i frequenti e randomici discorsi tra i membri dell'equipaggio a bordo della Normandy: quando ritornerete da una missione vi consiglio di farvi sempre un giro completo della Fregata perché ogni tanto potreste imbattervi in queste piccole chicche, e vi assicuro che (specialmente nel discorso tra Garrus e James) il divertimento è assicurato.
Qui una carrellata di alcuni miei screenshot di frasi pronunciate da alcuni personaggi che ho ritenuto saggio immortalare per un motivo o per un altro: Mass Effect 3 - Quotes

Il pilota di navette Cortez
La specialista Samantha Traynor
Ci sono inoltre alcune interessanti (o meno) aggiunte, tra cui sicuramente la specialista Traynor (che sostituisce l'insopportabile Kelly Chambers di ME2), Javik, il gaio pilota di navette Cortez (ormai ogni volta che sento questo nome penso inevitabilmente a The Longest Journey) e per finire un altro gradito ritorno: il tecnico Adams addetto ai motori, reduce addirittura dal primo Mass Effect.


"IO HO UN NOME: Liara T'Soni. Preferirei che mi chiamassi così, d'ora in poi!"
(Liara T'Soni)

Ecco a voi...la nuova Liara.
Ma c'è anche il ritorno del figliol prodigo, anzi figliola, o "gran pezzo di": sto ovviamente parlando di Liara, la grande assente del secondo capitolo.
In realtà per me non così grande: come scrissi già nella recensione dedicata a ME2, nel primo capitolo della trilogia non l'avevo apprezzata chissà quanto, e nel secondo il cambio di caratterizzazione (forse colpa del subentro di Walters alla sceneggiatura?) e di doppiatrice mi fece storcere ancora più il naso. Eppure, evidentemente resosi conto del cambio di rotta improvviso e dell'ibrido che era venuto fuori, gli sceneggiatori (si perché Walters, pur essendo il principale, non è l'unico ovviamente) hanno voluto apportare alcune modifiche migliorando complessivamente la caratterizzazione in sè del personaggio. Il risultato -almeno secondo il mio parere- è molto buono, tant'è che sono riusciti a farmela piacere divenendo uno dei personaggi della saga che più apprezzo in assoluto. La cosa più bella però, che è anche impossibile non notare nella primissima quest legata alla trama (su Marte!) è la sua spettacolare quanto impressionante entrata in scena...e non ho detto "impressionante" a caso: il significato del termine sta nel fatto che, a prescindere che siate abituati al concept originale o a quello modificato in ME2, resterete stupiti (o basiti) dalla nuova Liara la cui diversa caratterizzazione si percepisce fin da subito.



"La disperazione è l'arma più forte per un nemico.
Non lasciargliela usare, Liara T'Soni."
(Javik)

Javik è l'ultimo della sua specie, i Prothean. Riuscì a incubarsi in una capsula criogenica prima che i Razziatori uccidessero anche lui, un soldato che cercò di contrastarne l'inesorabile "mietitura" avvenuta circa 50000 anni prima.
Dai dati a disposizione, la razza dei Prothean doveva essere particolarmente colta e saggia anche se successivamente, con il risveglio di Javik, vedremo che non tutti i tasselli sembrano coincidere e che molte cose erano solo superficiale apparenza. Io stesso sono rimasto un pò colpito perché, dopo decine e decine di volte che se ne parlava sia in ME che in ME2, mi ero fatto un'idea completamente diversa su di loro. In particolare, poi, non ho mai sopportato Javik (detesto gli arroganti e i saccenti) ma non posso esimermi dal dire che effettivamente sia uno dei migliori personaggi della serie, proprio per via della sua ambiguità e particolarità.


Cerberus e Kai Leng

Non di soli buoni vive il mondo...anche se, in questo caso, chiamarli semplicemente "cattivi" è un pò riduttivo. Alla allegra compagnia di Cerberus (si, quella che al capitolo precedente della trilogia ci ha reclutati e che ora ci dà la caccia, esattamente quella) e dell'Illusive Man, che non può certo mancare, aggiungiamo anche quella di Kai Leng, personaggio introdotto in questo terzo capitolo di cui, vi accorgerete in breve tempo, si sarebbe potuto sicuramente fare a meno; ma attenzione ai fraintendimenti, farne a meno non perché il personaggio è banale, anzi, ma solamente perché è un essere incredibilmente subdolo e bastardo.


Sapete, ho avuto modo di sfogliare un pò l'artbook ufficiale, che peraltro è comprensivo di tutti e tre i capitoli della saga, e ho constatato che così come molti altri personaggi, a maggior ragione Kai Leng ha subito un notevole processo di trasformazione dalla bozza iniziale sia per quanto riguarda il suo "background" prima di entrare a far parte di Cerberus, sia per quanto riguarda l'aspetto fisico. La bozza finale (quella che vediamo nel gioco, ovviamente) lo dipinge come un assassino biotico dai tratti orientali, esperto nell'uso della katana, un tempo facente parte delle forze speciali N7 con alto grado di servizio. Non credo di dovervi spiegare il perché si sia poi unito a Cerberus, specialmente se vi dico che è un convinto xenofobo.
D'altra parte, pur essendo di fatto uno degli antagonisti principali, Kai Leng non ruba completamente la scena all'Illusive Man. Dopotutto, come disse lo stesso Martin Sheen, rispettivo doppiatore in lingua anglofona: "I'm not done yet"; infatti è proprio così. 
Se davvero pensavate che l'Illusive Man non avesse più nulla da dire, beh, allora avreste fatto lo sbaglio più grosso della vostra vita.

"Emergency Induction Port"



Gameplay e meccaniche di gioco

Vi ricordate la recensione di Mass Effect 2? (ma si che ve la ricordate!).
Ebbene, allora vi ricorderete anche delle innumerevoli modifiche al sistema di gioco, effettuate per renderlo più semplice e immediato e cercare di abbracciare più rami di utenza possibile (una cosa che al giorno d'oggi nel settore videoludico succede davvero troppo spesso), reduci anche dalle poche vendite del primo capitolo, un capolavoro che a causa delle persone, tanto per cambiare, non è stato compreso.
Che la Bioware (anzi, in questo caso la EA) abbia deciso di tornare sui propri passi per il terzo capitolo? La risposta è: no. Tuttavia, sono stati fatti ben quattro passi avanti rispetto a ME2, ovvero:

  1. Eliminato del tutto il noioso e lento sistema di scansione dei pianeti: per ottenere le "risorse di guerra" (di questo ne parlerò nel paragrafo dedicato) si basa solamente sul sistema delle sonde già sperimentato in precedenza, e l'unico che effettivamente avesse un senso
  2. Rivisto completamente il sistema di upgrade delle armi, che ora è più simile a quello del primo ma sostanzialmente più intuitivo e molto meno macchinoso
  3. Introdotto (finalmente!) un combattimento corpo a corpo decente e un sistema di movimento/combattimento nettamente migliore
  4. Eliminati praticamente del tutto quelli che erano i tre nemici principali del secondo capitolo: sto ovviamente parlando di Sole Blu, Eclipse, Branco Sangunario

Si potrebbe dire che, seppur indietro rispetto a molti altri titoli A-RPG e non, le meccaniche di gioco hanno fatto un bel salto avanti rispetto a quelle "terra-terra" di ME2. E poi chi mi conosce sa che ritengo il gameplay importante solamente quando questo impedisce di divertirsi e fruire bene il gioco; in questo caso non accade e, nonostante per forza di cose debba sottolinearne i difetti, il fatto che sia abbastanza semplice e non ridondante secondo me può essere solo un pregio; poi è ovvio che, chi è abituato a giocare ai titoli commerciali da console che basano tutto solo sul gameplay, con trama, personaggi, ambientazione, atmosfera e coinvolgimento a dir poco imbarazzanti, critica le meccaniche di gioco di ME3: è inevitabile.


TRE MODALITA' DI GIOCO

La Bioware per poter andare incontro a un pubblico più vasto possibile senza però scatenare le polemiche di chi non ama le semplificazioni per "massari" e consolari (come il sottoscritto) ha giustamente pensato di proporre una scelta, effettuabile all'inizio del gioco, tra tre modalità possibili: Azione, Gioco di ruolo e Storia.
La prima si focalizza solo sui combattimenti e sul gameplay aumentando la sfida, ma al tempo stesso non sarà possibile effettuare scelte nei dialoghi, che verranno invece selezionate automaticamente in base al profilo psicologico del personaggio e quindi a seconda del fatto che sia più propenso a Paragon o Renegade, rispettivamente Eroe e Rinnegato; la seconda è la modalità classica da A-RPG di ME che bilancia azione, scelte nei dialoghi e elementi ruolistici; infine, la terza semplifica enormemente i combattimenti in favore della narrazione e del dialogo.
Indovinate quale delle tre ho scelto io?


"GALAXY AT WAR": REATTIVITA' GALATTICA E RISORSE DI GUERRA

Molti leggendo qua e là informazioni in merito al terzo capitolo della saga sicuramente si saranno imbattuti almeno una volta nel Galaxy at War.

Cos'è in sostanza?
Fa parte di uno degli elementi ruolistici (re)inseriti in ME3. A seconda:

  • di quante specie riusciremo a portare dalla nostra parte
  • delle missioni secondarie che svolgeremo
  • di quante partite faremo nella modalità multiplayer
  • quante risorse troveremo scansionando i pianeti

il numero di forze complessive schierate contro i Razziatori aumenterà e, di conseguenza, aumenterà anche la percentuale di "reattività galattica". Tutto questo ha senso nel momento in cui, a seconda di entrambi, avremo più possibilità di vittoria sbloccando nel contempo più o meno finali possibili (= finali peggiori in caso di numeri non sufficienti, migliori in caso contrario). Da tenere estremamente in considerazione: la mappa della reattività galattica dovrà essere un qualcosa da controllare assai di frequente.


SISTEMA DI MOVIMENTO, COMBATTIMENTO

D'accordo, lo strausato sistema di coperture è rimasto senza subire alcuna modifica (ma diciamolo, alla fine ci sta pure bene) però in compenso sono stati ripensati i movimenti durante i combattimenti e il sistema di corpo a corpo.
Ora è possibile effettuare delle capriole premendo spacebar insieme a wasd, a seconda della direzione, e sono state aggiunte delle animazioni per il superamento di barriere, coperture o ostacoli tenendo invece premuto spacebar, anche mentre si corre.
L'aggiunta più sostanziosa però riguarda sicuramente la possibilità di utilizzare l'Omniblade (per chi si ricorda cos'è, ne ho parlato nella recensione del primo Mass Effect) come arma negli scontri ravvicinati, la quale cambierà forma in un lama acuminata (in realtà dipende dalla classe scelta, così come in multiplayer), e per effettuare l'attacco basterà avvicinarsi a un nemico e tenere premuto il tasto "F". L'animazione e il feeling dato dalla forza di impatto ben ripagano questa feature, ed è possibile anche aumentarne il danno con i potenziamenti, di cui sto per parlare.
Da notare anche le sezioni in cui dovremo sparare a bordo della navetta, una piccola ma interessante e gradita aggiunta.


SISTEMA DI UPGRADE DELLE ARMI E DEI PERSONAGGI

Durante le varie mappe di gioco (vi consiglio sempre di esplorare bene le zone) troveremo sparsi qua e là dei potenziamenti per ogni tipo di arma equipaggiabile (pistola, mitraglietta leggera, fucile d'assalto, fucile di precisione, fucile a pompa) che poi si andranno ad inserire automaticamente in un elenco di quelli utilizzabili; basterà poi recarsi presso la stazione di modifica delle armi presente nell'hangar della Normandy al piano inferiore e abbinare i suddetti upgrade a ciascuna arma secondo le nostre esigenze.
Come dicevo poco fa, tra i possibili potenziamenti sono presenti anche determinati tipi che aumentano i danni dell'Omniblade, con la piccola particolarità che non vanno applicati direttamente ad essa, dato che nella stazione di modifica non è presente, ma alle armi stesse: quando sul campo di battaglia useremo quelle che hanno installati quei determinati potenziamenti, con l'attacco in corpo a corpo faremo più danni a seconda della relativa percentuale.

Lo screen è relativo alle console, ma io ci ho giocato su PC ovviamente
Ma non finisce qui! (e sembra un pubblicità promozionale).
Per rendere la vita meno facile ai consolari (spero) la Bioware ha introdotto il peso delle armi trasportate; il nostro compito sarà quello di -con i relativi potenziamenti- aumentare o ridurre quest'ultimo in modo che sia bilanciato in base al tempo di ricarica dei poteri: se eccessivo infatti, come potrete immaginare, ci darà filo da torcere durante i combattimenti.
Per cui non prendete questa cosa troppo sottogamba.

Una critica riguarda il sistema di upgrade di Shepard e dei membri dell'equipaggio. In questo senso la Bioware non si è impegnata un minimo per cercare di cambiarlo almeno un pò, e di fatto i lati negativi -già presenti nel secondo capitolo- permangono: se si importano i salvataggi da ME2 partiremo da un livello abbastanza alto con decine di punti da inserire dal primo istante di gioco e, se abbiniamo questo al fatto che i punti per ogni abilità sono abbastanza pochi (una decina in totale), il tutto si traduce nel raggiungere il massimo delle abilità ben prima della fine del gioco stesso ("ti piace vincere facile?") e oltretutto continuando ad accumulare punti che non potremo spendere, a meno che non decidiate di cambiate l'abilità speciale, di conseguenza resettandola.
Per questo e altri motivi consiglio di non scendere al di sotto del livello di difficoltà estremo.


NEMICI: UN (GRADITO) ADDIO AI TRE CLAN DI MASS EFFECT 2

Un mutante umano
Ebbene si. Ho passato nottate a sperare che i tre maledetti Clan di ME2 sparissero dalla faccia dell'universo (se avete letto la mia review di quest'ultimo sapete perché li odio così tanto) e finalmente posso dire che le mie preghiere sono state ascoltate.
Un "Cannibale"
Diciamo che non spariscono proprio del tutto, qualche sacca di resistenza rimane ma è davvero un'inezia e a momenti neanche ci se ne fa caso poiché vengono letteralmente seppelliti dalla varietà dei nemici che affronteremo, a partire dai soldati di Cerberus per finire con le armate dei Razziatori, le quali comprendono le tante e diverse mutazioni ottenute con improbabili incroci tra specie, esistite ed esistenti (nel gioco, ndr).


Come già detto le mutazioni sono diverse, e rispettivamente altrettanto diversi saranno i mutanti: abbiamo quelli ricavati dai corpi umani (presenti fin dal primo Mass Effect), i mutanti ottenuti dai Rachni, i "Cannibali" (mutazione Batarian), le "Banshee" (mutazione Asari) e tanti altri che al momento mi sfuggono. In generale però vale assolutamente un consiglio: attenzione alle Banshee.

Una Asari a sinistra, una Banshee a destra.


DIALOGO CON L'EQUIPAGGIO DELLA NORMANDY

Differentemente dal primo e secondo capitolo il sistema di dialogo con i membri della Normandy (e solamente con questi) cambia leggermente. Fatta eccezione dei dialoghi legati ad alcune quest o a particolari "eventi" della trama, non ci sarà la classica ruota dei dialoghi con cui Bioware ci aveva abituati finora: basterà invece semplicemente cliccare sul personaggio con cui vogliamo parlare o interagire e questo dirà qualcosa, o relativamente all'ultima missione compiuta oppure riguardo argomenti correlati e non con la trama, senza possibilità di poter scegliere gli argomenti della conversazione. 
All'inizio potrà sembrare una limitazione ma in compenso le linee di dialogo di ogni personaggio sono diverse, a seconda di quante volte clicchiamo, e la qualità di scrittura delle stesse basta a far dimenticare questo cambiamento; oltretutto la possibilità di parlare con i personaggi è molto più alta di quella del predecessore, dove alcuni membri della Normandy impedivano il dialogo con un "ho da fare" o "devo fare delle calibrazioni", cosa che accadeva molto spesso.


LA SSV NORMANDY SR-2

Può nel capitolo conclusivo della trilogia mancare l'amatissima e fedelissima Normandy Certo che no! Anche se c'è da dire, la sua struttura interna così come quella esterna, è rimasta pressoché invariata da quella in Mass Effect 2, se si escludono alcune piccole eccezioni: se ora la Fregata non è più di proprietà di Cerberus questo significa che alcuni elementi sono stati rimossi e/o modificati; solo poche proprietà di Cerberus permangono e, tra queste, c'è EDI (o "IDA", a seconda che preferiate il nome originale o la traduzione nostrana).
La struttura quindi sarà ancora a tre livelli; in particolare in quella inferiore (l'hangar) ora sarà possibile gestire la personalizzazione dell'attrezzatura nei combattimenti, tra cui le armi e i loro upgrade, le abilità e per finire l'armatura e l'aspetto estetico, quest'ultima peraltro possibile anche negli alloggi del Comandante.


LA CITTADELLA

Ora, preso atto che la zona esplorabile della Cittadella nel secondo capitolo era abbastanza pietosa, è stato finalmente compreso il problema e si è giustamente pensato di ampliarla e di ripristinare il Praesidium, grande assente di Mass Effect 2 (Bioware ti perdono solo perché in ME viene parzialmente distrutto). In realtà non viene reinserito del tutto, dato che è circa la metà di quello del primo capitolo della saga, ma è comunque sempre meglio che niente!

Altra cosa degna di nota è il fatto che potremo (in realtà non avremo scelta) girare per la Cittadella in abiti civili e quindi non più in armatura come succedeva precedentemente; una cosa che ha perfettamente senso, mi chiedo perché non ci abbiamo pensato prima. Inoltre, così come sulla Normandy, potremo ogni tanto trovare i membri dell'equipaggio impegnati in variegate faccende, o che semplicemente dialogano tra loro, per cui un consiglio è quello di visitarla spesso.


REINFODERO DELL'ARMA

Purtroppo "non è tutto oro quel che luccica", e se a tutti i cambiamenti in meglio effettuati si aggiunge un passo indietro apparentemente inspiegabile e senza senso, il significato di questo modo di dire appare abbastanza ovvio. Sapete bene che nei primi due Mass Effect è possibile, a piacimento e in ogni situazione, anche durante i combattimenti, estrarre e reinfoderare l'arma; ecco, in Mass Effect 3 questo non è possibile e, fatta eccezione delle aree che esploreremo in borghese, in tutte le altre saremo costretti a tenere l'arma in mano e quindi la visuale sarà sempre in parte zoomata sul personaggio, riducendo non poco il campo visivo. La Bioware si scusò spiegando come ciò dipendesse dalla poca RAM delle allora attuali console (PS3 e X360) che non permetteva di inserire l'animazione di rinfodero delle armi. Una scusa in tutti i sensi, sia perché come già detto nei primi due ME l'animazione era presente, sia perché con soli 256/512 MB di RAM sulle console ho visto fare molto più che inserire una semplice animazione.



Grafica
  Level design
    Animazioni: in-game
      cinematiche


Nel primo stralcio di gameplay dopo la cinematica introduttiva possiamo subito notare, oltre allo spettacolare scenario, la cura nella realizzazione tecnica. Per quanto carente riguardo le animazioni scheletriche durante i movimenti di Shepard (a tratti quasi ridicole) le espressioni facciali continuano ad essere davvero ottime, ormai uno standard della saga. L'Engine utilizzato è ancora una volta l'UE3, potenziato a dovere per l'occasione, seppur inevitabilmente invecchiato con il passare degli anni e divenuto oramai obsoleto; ma ce ne curiamo poco perché come sempre la grafica conta fino ad un certo punto e, in ogni caso, il fatto che dopo anni e anni riesca ancora a stupire è sicuramente da lode.

Benvenuti su Thessia: una dei pochi level design davvero riusciti
Il "Tempio della Dea" (Thessia)
Purtroppo la vera nota dolente è un'altra e si chiama "level design". Chissà, magari colpa delle pressioni per le scadenze nella pubblicazione (maledetta EA!) o magari del fatto che mancavano alcune idee, ma quest'ultimo dal secondo capitolo della trilogia non ha fatto altro che andare in calando. Spettacolari tutti gli scenari del primo, ottimi quelli del secondo con diverse eccezioni (guardasi la Cittadella) e poco più che sufficienti quelli del terzo.
Il problema è che la maggior parte dei pianeti visitabili, che siano legati alla trama principale e non, come Rannoch è forse fin troppo spoglia e anonima, risultando in una semplice accozzaglia di coperture, macchinari, strutture, il tutto con soltanto filtri grafici per differenziare le varie location. Insomma sono rimasto molto molto deluso specialmente perché, sfogliando l'artbook e vedendo i tanti pianeti esplorabili inseriti nel gioco, mi aspettavo qualcosa di fenomenale.
La sufficienza è raggiunta e superata, seppur di poco, dalle eccezioni degne di nota come lo scenario introduttivo sulla Terra, da Thessia (pianeta natale delle Asari), dalla nuova area della CIttadella (Praesidium, esisti ancora) e da Tuchanka (pianeta natale dei Krogan).



Colonna sonora
  Doppiaggio: italiano
                     originale


Avete presente la colonna sonora di Mass Effect, buona, e Mass Effect 2, molto buona ma con diverse eccezioni e tracce meno riuscite? Bene, prendetele e moltiplicatele per tre: il risultato è il capolavoro che son riusciti a creare con questo terzo capitolo.
Composta da Sam Hulick, Chris Velasco e Sasha Dickyicyan (Jack Wall ha "abbandonato la nave" successivamente al secondo capitolo) è a dir poco stupenda, epica, drammatica ed emozionante. Può la colonna sonora di un videogioco incarnare tutte queste qualità? Assolutamente si, e a maggior ragione in questo caso, specialmente quando questa parte nei momenti clou ricalcando alla perfezione la drammaticità (essendo il capitolo conclusivo, assai di frequente) o l'epicità delle diverse scene, riuscendo a renderci maledettamente partecipi di quelle determinate situazioni.
Prima di giudicare un album di musica di solito, anzi sempre, lo ascolto e riascolto più volte, questo perché a distanza di tempo il giudizio può variare in maniera positiva o negativa. Stessa cosa per le colonne sonore, prima di poterle giudicare io le ascolto cercando di comprenderne tutte le sfumature, specialmente se si parla delle colonne sonore di videogiochi che spesso per forza di cose sono molto particolari. Ciò che troviamo in quella di Mass Effect 3 sono composizioni prevalentemente in violino e pianoforte davvero superbe, miste ad alcune in elettronica come per esempio la traccia dei credits, più rare ma non meno di effetto e che peraltro ben si adattano ad una ambientazione sci-fi. Ascoltare tracce come "Leaving Earth" mentre viene riprodotta una cinematica che mostra la devastazione provocata dai Razziatori sulla Terra, oppure assistere alla morte di un compagno mentre in sottofondo suona "I was lost without you", o ancora guardare arrivare i rinforzi sulle note di "The Fleets arrive" credetemi, non ha davvero eguali. Mai provate emozioni del genere in un videogioco, anzi, forse solo in un paio di casi ma vi assicuro non a questo livello.
In sostanza quella di Mass Effect 3 è una colonna sonora che chiunque si intenda di vera musica (= non le porcherie stra-commerciali di adesso che passano a RDS o altre stazioni radio), amante dei videogames o meno, dovrebbe ascoltare almeno una volta e poi, magari, ricredersi su questi ultimi.

Il doppiaggio invece, seppur ottimo, comprende alcuni "casi particolari" di cui parlerò a breve.
Prima voglio aprire una piccola parentesi su due doppiatori in particolare ritornati dalla loro assenza nel secondo capitolo: sto parlando ovviamente di Claudio Moneta e Francesca Perilli, in assoluto le vere e proprie stelle del doppiaggio di questo ultimo capitolo. Per chi non fosse pratico della trilogia, rispettivamente interpretano il Comandante Shepard e Liara T'Soni, in particolare quest'ultima dove in ME2 era praticamente inascoltabile. Claudio Moneta invece, tornato in gran forma dopo l'incidente avuto a 80% del completamente del doppiaggio, raggiunge e supera di gran lunga la qualità che aveva già dimostrato di possedere nel primo capitolo della trilogia. Ogni frase è dosata alla perfezione a seconda del diverso tono che la situazione richiede, non come spesso succedeva nel predecessore dove il suo temporaneo sostituto, Giacomo Zito, spesso lasciava assai basiti. Per il resto permane, dopo l'abbandono di Emanuela Damasio successivamente al primo capitolo, la nuova doppiatrice di Tali'Zorah che le ha dato un'altra personalità, facendo calare il suddetto personaggio di diverse posizioni nella mia personale top-ten dei migliori personaggi della saga; così come permane la doppiatrice di Ashley, insopportabile fino alla fine. Rimangono invece fermi sulle loro posizioni di migliori doppiatori il mitico Renato Novara (Garrus Vakarian), le doppiatrici di Samara e Aria T'Loak, quello di Thane e l'ottimo doppiatore dell'Illusive Man. New-entry, molto buona anche lei, la voce di Javik.
Ora torniamo a noi. I "casi particolari" a cui ho accennato all'inizio del paragrafo sono veri e propri difetti del doppiaggio italiano (e solo italiano, purtroppo) e più nello specifico sono due:

  • Lunghezza delle tracce audio e sovrapposizione delle stesse (una sorta di "overriding"): per qualche oscuro motivo le stringhe di dialogo tradotte, e quindi di pari passo le tracce audio, sono più lunghe di quelle originali; il risultato è che in molti casi non fa in tempo a finire un doppiato che ne inizia un altro sovrapponendosi al primo. In sostanza quindi il doppiaggio italiano è stato curato da delle scimmie (e noi deriviamo da queste...non capite il nesso? No?)
  • Problemi di sincronia con il labiale: per fortuna non così di frequente, ma purtroppo neanche poche volte, il parlato nelle cinematiche non coincide con il labiale. Il risultato ve lo lascio immaginare.


Longevità e rigiocabilità
  Difficoltà


Se come detto all'inizio le quest secondarie non sono poi così lunghe, seppur non proprio facili, d'altra parte la trama principale e le quest correlate lo sono. Io stesso per completare ME3 al 100% ho impiegato circa 60-70 ore (ognuna delle quali piuttosto intensa, ve lo garantisco) distribuite nell'arco di 7-8 mesi. Ma non è tutto, quello che mi ha più piacevolmente stupito è che, nonostante sia il capitolo conclusivo di una saga, il fattore rigiocabilità risulta ottimo tanto quanto quello dei due predecessori: questo è dato in larga parte dalle differenti scelte possibili, di cui ho già parlato, ma anche dal fatto che il gameplay è abbastanza lineare e semplice al punto giusto da non risultare noioso o pesante dopo un certo periodo di tempo.
La difficoltà invece come sempre dipende molto dal tipo di sfida che sceglierete di affrontare, ma è anche vero che come già successo per Mass Effect 2 gli ultimi livelli risultano ben più bilanciati. Quello che consiglio a chiunque è di giocare a livello estremo (in sostanza il penultimo tra tutti quelli disponibili) perché, oltre ad allungare ovviamente l'esperienza, permette di fornire una sfida adeguata senza risultare alla lunga frustrare in ogni minima situazione, cosa che in modalità folle succede abbastanza spesso. Capitolo a parte per le Banshee che sono assai ostiche già dalla modalità difficile, specialmente quando sono in gruppo (poi mi saprete dire).



Multiplayer

Ho storto il naso anch'io, e non poco, quando per la prima volta annunciarono questa modalità, e questo principalmente perché ormai il multiplayer viene inserito un pò ovunque, anche in casi dove non ce n'è proprio bisogno e dove addirittura stonerebbe completamente (basti pensare a quello implementato in Dead Space 2, un flop colossale).
Fortunatamente, in questo particolare caso, Mass Effect 3 si salva in contropiede riuscendo a fornire una modalità multigiocatore online abbastanza divertente, in grado di regalare diverse ore passate ad annientare soldati di Cerberus, eserciti dei Razziatori e sciami di Collettori, il tutto insieme ad altri tre personaggi che possono essere ovviamente amici o estranei.
Eppure, se il divertimento c'è almeno per un buon periodo di tempo e se da una parte abbiamo la possibilità, per la prima volta in assoluto, di impersonare una qualunque delle tante specie della saga tra Turian, Quarian, Asari, Krogan, Volus, Drell e via dicendo, ciò che dà seriamente a noia sono le fondamenta del sistema di gioco, le quali sono ben poco originali poiché consistono nei classici (e per giunta il più basilari possibile) "Tower Defense", "Punto A-Punto B" o l'attivare dei determinati terminali/dispositivi in varie zone.

Ciò che davvero mantiene la voglia di giocare è solo la possibilità di sbloccare nuovi personaggi, armi, munizioni speciali e altri utili oggetti (ognuno parte dal livello 1 con pochissime attrezzature) tramite dei pacchetti acquistabili con i crediti che guadagneremo giocando, ma soprattutto la possibilità di guadagnare punti nella reattività galattica, fondamentali per sbloccare -come già detto- tutti i finali nella modalità single-player.

Insomma, per riassumere, per me è stata una idea sprecata. Se avessero ideato un sistema migliore alla base del multiplayer sarebbe sicuramente venuto tutto molto meglio e avrebbe avuto di gran lunga più successo di quanto ne abbia avuto finora.



Riassunto: Likes & Dislikes

LIKES
- La narrazione che, forse, raggiunge il livello più alto di tutta la trilogia
- I personaggi, la caratterizzazione e la sceneggiatura
- Grande atmosfera e coinvolgimento: sembra sul serio di essere nel mezzo di una guerra (e crisi) galattica
- Colonna sonora superba, una delle più belle in assoluto da 30 anni di storia videoludica a questa parte
- Migliorato il sistema di movimento e combattimento, e reinseriti gli upgrade delle armi
- Grande livello di sfida a difficoltà alta e medio-alta

DISLIKES
- Alcune sezioni della trama: difficili da credere o addirittura totalmente impensabili/inconcepibili
- Level design generale, con poche eccezioni
- Animazione dei movimenti di Shepard
- Difetti e imprecisioni nel doppiaggio italiano
- Il doppiaggio italiano, seppur ottimo, impallidisce di fronte a quello originale



Commento personale e valutazione


  • La trama non è proprio originale, e alcune trovate è difficile (o impossibile) ritenerle credibili?
  • Il level design non è il massimo?

Vero, ma a prescindere dalle ombre, comunque innegabili, ciò che fa la differenza secondo me è altro.

Dopotutto, questo porta molto a riflettere: cos'è che rende un videogioco diverso dagli altri?
Se volete sapere il mio punto di vista (ma ormai vi dovrebbe essere piuttosto chiaro) la risposta non risiede nè nel gameplay, per quanto questo differenzi i vari generi e per quanto possa essere importante per molte persone, nè nella grafica, e neppure nel design delle mappe e dei vari livelli (che comunque, seppur non eccezionale, pessimo non è). Un pò come nei film, seppur in maniera differente poiché al contrario di questi il giocatore non è un mero spettatore ma è realmente partecipe dell'azione e della storia, la differenza la fa il cosa e il quanto quel determinato videogioco riesce a trasmettere a livello di sensazioni, emozioni, valori. Una buona o ottima sceneggiatura, insieme a dei personaggi azzeccati e una storia che seppur magari sapendo di già visto riesce comunque a coinvolgerti, di sicuro aiutano a raggiungere questo risultato, specialmente se aggiungiamo anche una colonna sonora che senza alcun dubbio rimarrà nella storia, videoludica e non solo.
Dopotutto, se una trama non originale riesce comunque a dire qualcosa e ad emozionare in maniera così profonda, tanto pessima non può essere, no?

Per finire, un mio personalissimo commento riguardo non strettamente Mass Effect 3, quanto più l'intera saga: a malincuore, dopo circa 60 ore, ho guardato scorrere inevitabili i titoli di coda. Questa è una trilogia di cui, nel bene o nel male, mi ricorderò per tutta la vita, che mi ha spesso accompagnato negli anni passati in momenti ben poco piacevoli. Può sembrare esagerato, considerato che stiamo parlando di quello che molti chiamano un "semplice mezzo di intrattenimento", ma finché non guardate le cose dal mio punto di vista non potete capire; eppure in parte molti di voi potrebbero, perché è una cosa che accade anche quando si leggono e guardano libri, fumetti e film che significano, o hanno significato, molto rispettivamente per il lettore o per l'osservatore. Quello che voglio dire è che Mass Effect, insieme a molti altri titoli e almeno per quel che riguarda me, non è stato solo un "mero oggetto di consumo" ma una vera e propria avventura, come quelle che si immaginano o vivono attraverso libri, fumetti, film, serial televisivi.

Sono felice di sapere, inoltre, che la Bioware e la EA siano rimaste salde sulle loro decisioni senza (e parlo più di quest'ultima) preferire la strada del Dio denaro. Infatti, sempre la EA, avrebbe potuto, con il quarto Mass Effect in uscita chissà quando, smentire tutto quello che aveva detto finora e fare soldi facili continuando la Trilogia. Invece no, questo nuovo capitolo è la voglia di voler approfondire un universo che, dopo essere stato creato con tanta fatica e determinazione, sarebbe un peccato sprecare. E' una delle poche volte in cui sono d'accordo con i "sequel su sequel su sequel". 
Mass Effect 4 (se mai si chiamerà così), come è stato più volte ribadito, sarà completamente scollegato dalla Trilogia originale, da Shepard e dai suoi compagni d'avventura, dalla Normandy e da tutto il resto.
La saga di Shepard doveva concludersi con il terzo capitolo e, di fatto, così è stato.


THE END.
9/10
Merito/Demerito:  + (personaggi)
COINVOLGIMENTO:  4/5
VALORE PERSONALE:  alto

Commenti

  1. Io sono ben lungi dal giocarlo, ma recensione come sempre al top!

    Ti prego, spammala ovunque, te lo meriti!

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