Ad un bivio.


Rieccomi cari lettori.
Interrompo per un periodo le pubblicazioni (e ri-pubblicazioni) al fine di schiarirmi un pò le idee. Perché sapete, curare un blog in tutti gli aspetti ed essere al tempo stesso l'autore degli articoli non è cosa facile, specialmente se il soggetto in questione (cioè io) non è un mantenuto senza obiettivo alcuno nella vita, ma che -anzi- ha anche diverse questioni in sospeso da risolvere, e non di banale importanza ma a dir poco cruciali. E devo fare tutto da solo, come ho sempre fatto. Perciò ho così poco tempo.

Ciò che sto dicendo rientra in un discorso ben più ampio, che coinvolge un aspetto nello specifico: le capacità innate e/o acquisite in un determinato campo e la predisposizione verso di esso.
A volte vorrei potermi svegliare la mattina e sapere esattamente cosa fare e dove andare, ma la cruda verità è che c'è una bella (e grossa) differenza tra l'essere sufficiente/discreto in diversi campi ma eccellente in un aspetto specifico, e l'essere invece solamente sufficiente o discreto, se non mediocre, in ogni campo senza mai riuscire ad eccellere in alcun modo.
Invidio i laureati che hanno sempre saputo cosa fare fin dall'inizio e che non hanno mai avuto dubbi poiché certi delle proprie capacità; ma soprattutto invidio, a tal punto che quando ci penso mi ribolle il sangue di rabbia, chi è nato con un vero e proprio dono ma si adagia o si crogiola per un motivo o per un altro, scioccamente inconsapevole o, peggio, pensando che quel dono in realtà non esista affatto, in tal modo -letteralmente- buttando un'occasione nel bidone della spazzatura, un'occasione che tante altre persone vorrebbero poter avere.
Questa sottile differenza molte persone, incluse quelle che ho appena citato, non la capiscono...o forse la capirebbero solo con il passare del tempo.


Alcuni, non vi dirò chi, pensano di sapere esattamente quello che sto passando. Bene, lasciatemi dire che -senza alcun dubbio- si sbagliano.
Purtroppo dopo anni e anni di riflessioni che, pur avendo in parte riordinato i pensieri confusi nella mia testa, non hanno portato a un risultato concreto, si arriva ad un punto in cui bisogna, per forza di cose, fare una scelta dalla quale poi non si potrà più tornare indietro (e no, non è una citazione tratta da un qualche film).



A tal fine mi è venuta un'idea: perché non facciamo un bel gioco, vi va?


Immaginate di essere su un sentiero, completamente soli. Sapete da dove siete venuti e come siete arrivati lì, e sapete anche quale sarà il punto di arrivo, ma non siete sicuri del fatto che riuscirete ad arrivarci. L'unica cosa di cui siete assolutamente certi è che dovete proseguire il vostro viaggio, perché un essere malvagio non meglio precisato vi segue ovunque andiate e prima o poi riuscirà a raggiungervi...a meno che, ovviamente, non continuiate ad avanzare, allungando le distanze fino a quando riuscirete a far perdere, definitivamente, le vostre tracce.
Ai lati del sentiero si estende una foresta, talmente fitta da non riuscire a vedere al suo interno. Siete anche affamati e avete una sete del diavolo, poiché il sole e la relativa alta temperatura non vi danno tregua.


Decidete quindi di fermarvi un attimo e riflettere su come proseguire:

1) Continuare lungo il sentiero.
Indubbiamente continuando sul sentiero dove attualmente siete non potrete sbagliarvi: la via è ben illuminata dal sole e, prima o poi, vi porterà a destinazione. Guardando all'orizzonte però è chiaro come non sia un percorso breve nè facile poiché, in lontananza, sembrerebbe continuare attraverso le montagne. Oltretutto essendo voi in bella vista l'essere malvagio continuerà a seguirvi, quindi non potrete più fermarvi.
Da notare che anche se scegliete il sentiero, prima o poi dovrete passare per la foresta per procurarvi da mangiare e cercare un ruscello o una qualche altra fonte d'acqua per dissetarvi, ma soprattutto per avere più chance di far perdere le tracce all'essere che vi insegue. 

2) Prendere la scorciatoia, attraverso la foresta.
Tagliare fin da subito per la foresta accorcerà di netto la durata del vostro viaggio, ma questo solo a patto che sappiate esattamente dove andare: dato che gli alberi sono alti decine e decine di metri, la foresta è fitta a tal punto da oscurare completamente il cielo (con relativa scarsa illuminazione) e senza riferimenti derivanti direttamente da quest'ultimo orientarsi non è facile; quindi non v'è alcuna certezza che vi porti a destinazione, rischiate di perdervi!
Eppure, nonostante tutto, questo percorso vi sembra quello più interessante, è meno noioso del sentiero e in parte meno faticoso (niente salite), ed essendo già dentro la foresta potrete iniziare a procurarvi cibo e acqua fin da subito; d'altro canto però potrebbe essere piena di insidie (ma potrebbe anche darsi di no).
Riguardo l'essere malvagio che vi segue, entrando da subito nella foresta e continuando il viaggio al suo interno le probabilità di seminarlo sono molto più alte.


Il tempo per pensare è scaduto. Allora, qual è la vostra scelta?

Commenti

  1. Non so cosa farei io, so che la scelta è difficile (lo SO, anche se tu pensi il contrario), ma non importa quello che sceglierei io o qualcun altro, posso solo dirti: scegli quello che senti tu in fondo al cuore, dove sicuramente la risposta c'è, solo che forse hai paura di affrontarla... vorrei risponderti con una frase di Seneca, che hanno postato su fb (qualche volta, ma solo qualche volta, su fb si trovano cose intelligenti...)

    "Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza."

    [Seneca]

    Pensaci... un bacio dalla mamma.

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  2. Dire scorciatoia pare brutto a volte, come se volessi barare. Ma se con scorciatoia intendi avere coraggio, intraprendenza, furbizia e magari anche un po' di incoscienza..scelgo la seconda tutta la vita!!
    E tu?:)

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