Person of Interest, stagione 3: alcune considerazioni.




C'è poco da fare, adesso quando riascolto questa traccia dei Radiohead (tratta da OK Computer) penso inevitabilmente a Person of Interest, in particolare alla terza (e non ultima) stagione, spettacolare e con un finale epico ma allo stesso tempo malinconico; specialmente una scena, ma questo può capirlo solo chi ha guardato finora le tre stagioni per intero.
Michael Emerson e James "Jim" Caviezel dimostrano ancora una volta di essere un duo perfetto, a tal punto che sono convinto che, se mai la trama dovesse prendere pieghe banali o già calpestate prima, loro due soltanto basterebbero per tenere alto il livello della serie. Specialmente il primo, dopo il ruolo di Benjamin Linus (uno dei personaggi più riusciti dell'intero panorama televisivo) riesce ancora una volta a mostrarsi, nei panni del genio informatico multimiliardario Harold Finch, come un attore dalle mille capacità e doti, restituendoci un personaggio interpretato con sapienza e maestria, il cui nome verrà sicuramente scolpito sulla pietra e ricordato per molti anni a venire.
Trama e sceneggiatura a livelli mai visti finora. Jonathan Nolan (sceneggiatore nonché ideatore della serie stessa) è riuscito nell'intento di creare un intreccio spaventoso, inserendo tante altre variabili all'equazione tra nuovi personaggi, primari e secondari, e nuove agenzie, rendendo il tutto assai complesso e in parte anche complicato, tanto che ritengo sia necessaria una seconda visione per poter collegare tutti i tasselli ed apprezzare appieno l'immane lavoro svolto.

Tuttavia credo che chiunque sia a conoscenza del fatto che le opere non escano sempre in maniera perfetta (anzi). Ci sono in particolare tre cose che mi hanno deluso non poco di questa terza stagione. Ne vogliamo parlare? Parliamone.

1) In primis (delusione massima) il personaggio di Root.
Quando è apparsa per la primissima volta il mio cuore è letteralmente andato in fibrillazione. Finalmente qualcuno era riuscito a rappresentare un hacker degno di questo nome, come me l'ero sempre immaginato, specialmente per l'essere un personaggio femminile: scaltro, misterioso e dagli obiettivi ambigui, con un background abbastanza complesso e un profilo psicologico problematico.
Purtroppo però l'entusiasmo è durato solo un paio d'anni, perché la sua caratterizzazione è iniziata ad andare in calando da 2/5 di questa terza stagione. Più che una hacker abile e complessata adesso è l'ennesima eroina in stile Lara Croft; si perché posso capire il taser (andava benissimo, era perfetto!) ma chi le avrà mai insegnato a sparare, non con una, bensì con due pistole contemporaneamente? Avete idea di quanto sia difficile? Per giunta con una precisione alla Calamity Jane, considerato che apparentemente non sbaglia mai un colpo. Ma quando, ma chi, ma dove...ma soprattutto, perché?
Dulcis in fundo, il background e il profilo psicologico che erano stati messi in piedi così bene nelle precedenti stagioni qui sono caduti del tutto nell'oblio e di conseguenza sembra non siano mai esistiti; e le sue abilità da hacker, quelle di cui aveva dato sfoggio nelle puntate in cui (non) compariva per la prima volta, vengono praticamente dimenticate fino alla puntata finale dove, finalmente, c'è un guizzo di rimembranza da parte dei produttori, non sufficiente però a farmi cambiare idea.
In sostanza, è come se il suo personaggio avesse subito un "reboot" parziale, apparentemente inspiegabile ma che, in realtà, è assai ovvio (la mia personale spiegazione la lascio subito dopo il terzo punto).
Lacrimuccia. Questo scherzetto non me lo dovevi fare però, Nolan!

2) La seconda riguarda Bear.
Entrato di fatto in pianta stabile nel cast dalla seconda stagione, nella terza a momenti quasi mi ero dimenticato di lui; questo perché più o meno si vede (e intendo proprio il vedersi) solo tre-quattro volte in 23 puntate.
Nella seconda non solo era presente in 3/4 delle puntate totali, con anche delle scenette ben congegnate che a volte strappavano qualche risata, ma era anche spesso sfruttato a livello di trama. Ora, non dico che avrebbero dovuto mostrarlo sempre, anche perché dopo un pò le idee finiscono e forse per evitare forzature si è preferito inserirlo solo quelle poche volte in cui era strettamente necessario, ma il problema è che sono davvero poche le volte, troppo poche e di scarsa rilevanza a mio parere.

3) La terza ed ultima non posso dirla perché sarebbe uno spoiler clamoroso, ma chi ha guardato questa ultima (ma non ultima ultima) stagione potrà facilmente intuirla. Comunque tutto sommato, rispetto alle altre due cose, ci sta pure. Certo però che un pò mi dispiace.


In linea di massima per questo motivo ritengo che in alcuni casi sia meglio avere pochi personaggi primari che siano buoni piuttosto che troppi da gestire, perché poi il rischio di togliere spazio ad alcuni per darne ad altri è enorme, e si va poi a sacrificare aspetti di un determinato personaggio solo per bilanciare le cose e non farle crollare a livello di trama e degli altri personaggi primari e secondari; una cosa che spesso risulta in una forzatura, il tutto con ovvie conseguenze. Un esempio palese di ciò, ma proprio palese, è rappresentato dalle ultime due stagioni di Lost e, soprattutto, dal controverso finale.

Ciononostante, rimane comunque per tanti motivi la serie tv che abbia apprezzato di più in assoluto dopo, ovviamente, Prison Break.
Peraltro, in questa terza stagione ho gradito soprattutto la scelta su come rappresentare la Macchina...o meglio, la scelta non fatta, quella già effettuata in altre opere di diverso genere e da me non particolarmente desiderata.

Finale di stagione col botto. Daje Finch e Reese!

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