Syberia - Recensione

Giorni fa, ma forse è il caso di dire settimane, da appassionato del genere mi chiedevo quali fossero le avventure grafiche che mi ero perso in questi anni. In realtà ne sono diverse (per giocarle e finirle tutte, il fattore tempo è fondamentale) ma una in particolare continuava a rimbalzarmi in testa, visto e considerato che molti l'avevano osannata a quel tempo e altrettanti continuano a farlo tuttora, ritenendola uno dei capolavori del genere.
Ebbene sto parlando di Syberia, avventura grafica del 2002, quindi abbastanza recente. Un pò come Runaway e diverse altre potrebbe essere inserita in quella che definisco "la nuova era" delle avventure grafiche; e no, nuovo non è sempre sinonimo di migliore.
E' sviluppata interamente dalla Microids, Software House divenuta famosa proprio grazie alla saga di Syberia. Proprio così, non è un capitolo solo bensì due, con un terzo in uscita nel 2015 di cui però si sa ancora abbastanza poco, fatta eccezione di alcuni artwork trapelati di recente.

In realtà, come vedremo, Syberia non apporta niente di particolarmente nuovo al genere: il maggior merito attribuito al gioco è dovuto all'abilità del tanto chiacchierato disegnatore belga Benoit Sokal, che è di fatto ideatore nonché lead designer del gioco. Di questo però ne parleremo più tardi, nella sezione dedicata.



Trama e tematiche
  Personaggi e caratterizzazione

La fabbrica Voralberg
Voi siete Kate Walker, un avvocato di New York a cui è stato affidato un delicato e spinoso caso di passaggio di proprietà. La Universal Toys, l'azienda rappresentata da voi, è infatti interessata ad acquisire la piccola impresa Voralberg che da decenni è un punto di riferimento per automi e altri fabbricati meccanici. Per questo motivo vi siete recati a Valadiléne, piccolo paesino delle Alpi francesi in cui si trova la fabbrica e in cui la famiglia Voralberg ha da sempre operato, rendendola famosa proprio (e solamente) per la suddetta manifattura.
Purtroppo però non ho parlato di "delicato caso" per semplice diletto: per poter effettuare la procedura di acquisizione è necessaria la firma dell'allora attuale proprietario della fabbrica, vale a dire una certa Anna che, per una stranissima coincidenza nonché malaugurato scherzo del destino, viene a mancare prima di poter effettivamente dare il proprio consenso all'intera operazione.
E' esattamente da questo punto in poi che la trama si svilupperà man mano.

Uno dei tanti autonomi in cui ci imbatteremo
Syberia è ambientata in quello che potrebbe essere un futuribile mondo steampunk, tema quest'ultimo che fa letteralmente da guida all'intera produzione.

- Tra l'altro non sono mai stato un grande amante dello steampunk, e tra questo e il cyberpunk ho sempre preferito il secondo. Eppure, nonostante tutto, Syberia è riuscita nell'arduo intento di farmi apprezzare questo genere, il che sicuramente non è cosa da poco. -

Fin dai primi momenti di gioco non potremo fare a meno di notare la creatività con la quale sono stati ideati tutti gli strani macchinari che vedremo dall'inizio alla fine dell'avventura (altro che Voralberg, ndr), alcuni molto originali o addirittura geniali ma, rispettivamente, anche meno credibili.
Non da meno i personaggi, grazie ai quali spesso ci ritroveremo in situazioni a dir poco ironiche o paradossali: basti pensare al Capitano Malatesta e alla sua ostinazione riguardo la presenza di un "cosacco" fuori dalle mura della città di Barrockstadt; ad Oscar, il conducente del (nostro...cough-cough) treno meccanico e alla sua irremovibile fedeltà al regolamento ferroviario; o ancora al direttore della miniera di Komkoltzgrad e alla sua totale folle devozione verso una cantante lirica, a tal punto da riservare per lei un vero e proprio piccolo museo all'interno della miniera stessa.

Quindi tutte queste cose sommate aiutano nel giudizio complessivo, e posso dire in tutta tranquillità che a me la trama, analizzata nel complesso, è piaciuta. I problemi sorgono se la si divide in più parti analizzando di conseguenza ogni tassello, e a quel punto emergono fuori diversi lati negativi che a mio parere non le permettono di raggiungere livelli più alti, ovvero:

1) LINEARITA' E PREVEDIBILITA'
Molti hanno criticato la trama del successore, Syberia II, per il fatto di essere troppo lineare. Ora, io non ho giocato al secondo capitolo ma non posso definire in altro modo quella del primo.
Potremmo considerare l'intera avventura divisa in tre parti, ognuna delle quali rappresenta un capitolo con un inizio e una fine ben delineati dal relativo arrivo e, successivamente, partenza in treno. Gli unici bivi presenti rientrano comunque nei "binari" della trama stessa (poiché interni ai capitoli) la quale parte da un punto A per concludersi in un punto B senza deviazioni particolari. Proprio per questo motivo, magari dalle prime battute non sembrava, ma a lungo andare mi sono accorto di quanto la trama stessa tutto sommato fosse prevedibile: gli unici veri e propri colpi di scena (tre in totale) che possono essere definiti tali mi hanno lasciato abbastanza indifferente poiché, appunto, mi aspettavo che sarebbe accaduta quella determinata cosa o situazione. Sia chiaro, non credo di essere in alcun modo un veggente.

3) ALCUNE TEMATICHE SVILUPPATE SOLO IN PARTE (con riserva)
Alcune tematiche come quella dei mammut e degli Yukol (riproposte più volte) hanno si uno sviluppo nel gioco, ma arrivati a 3/4 circa dell'avventura ci si rende conto di come, apparentemente fondamentali all'inizio e fino a una buona metà dell'avventura, sembrino poi effettivamente buttate lì solo per giustificare alcune scelte di trama, un pò come la sotto-trama telefonica.
Ora non so quale sia il perché; che gli sviluppatori, essendosi resi conto di non riuscire a inserire tutti i tasselli della trama nel primo episodio di Syberia, abbiano poi deciso di tralasciarne alcuni, forse troppi, da utilizzare poi per il seguito? Possibile, ma per poter dire questo dovrei prima valutare Syberia II, quindi per il momento questo punto lo tratto "con riserva".

4) IL FINALE (soggettivo)
Ultimo ma assolutamente non meno importante, anzi a tal punto da essere probabilmente ciò che più mi ha deluso del gioco stesso, è il finale. Per approfondire la cosa devo per forza inserire uno spoiler, quindi chi vuole leggerlo è avvisato, lo fa a proprio rischio e pericolo.

Inoltre la "scelta finale" è per me fin troppo scontata e prevedibile e, per fare ancora più il bastardo rigirando il coltello nella piaga, non mi è piaciuta neanche la cinematica relativa. Ma occhio, questo quarto ed ultimo punto rappresenta un parere abbastanza soggettivo.



Gameplay e meccaniche di gioco
  Difficoltà e relativa longevità

La risoluzione degli enigmi di Syberia è basata sul classico e stra-collaudato sistema inventory-based, attraverso il quale potremo utilizzare oggetti del nostro inventario con quelli presenti nello scenario di gioco. D'altra parte gli enigmi stessi si rivelano sempre piuttosto interessanti, specie quando avremo a che fare con strani macchinari o automi di sorta; o divertenti, come nel caso dell'enigma del cosacco. In generale però sono anche abbastanza semplici e intuitivi, mai macchinosi; anzi, se dovessi fare un paragone con quelli di altre avventure grafiche la cui difficoltà è bene o male nella media senza eccellere in alcun modo, direi che in Syberia il 90% degli enigmi siano addirittura più facili. Solo un paio di situazioni sembravano mettere a dura prova la mia materia grigia, salvo poi rendermi conto, una volta completati, che la loro risoluzione era ben più semplice di quello che inizialmente poteva sembrare.

Ci sono volte però in cui alcuni videogiochi presentano caratteristiche particolari, particolari per quel determinato genere di cui fanno parte, talmente particolari a tal punto da risultare quasi innovative.
Salvo poi doversi ricredere. Questo è il caso di Syberia: elementi come il cellulare (presente nel menù inventario, con tanto di numeri liberamente componibili) o i vari documenti, ritagli di giornale, depliant e via dicendo, che spesso lascerebbero intuire un loro largo utilizzo nel gioco, in realtà poi finiscono solo per deludere (me?).
  • Il telefono, fatta eccezione di due sole volte in cui lo utilizzeremo, serve unicamente a scopi di trama per giunta neanche rilevanti, di cui si poteva anche fare a meno dato l'impatto minimo, sull'esperienza di gioco, delle telefonate che riceveremo. In questo senso si poteva benissimo risparmiare sulla sotto-trama e invece concentrarsi di più su quella principale che, come detto nella sezione precedente, di per sé non è poi così longeva.
  • Tutti i vari documenti, i diari, i ritagli di giornale, i depliant che troveremo durante l'avventura, che apparentemente avrebbero un significato ed uno scopo, in realtà sono solo mere aggiunte sceniche e puramente informative. In realtà questa non è una critica in senso pieno, perché nei videogiochi, specie nelle avventure grafiche, mi piace approfondire la trama e le sue sfumature attraverso approfondimenti testuali in-game di sorta, ma il punto è questo: se avessero ideato un modo per sfruttare questi elementi per degli enigmi sarebbe venuto tutto molto meglio, e molte persone sarebbero state invogliate a leggere suddetti documenti. Pazienza.

In generale non dico che mi aspettassi chissà cosa di più da una avventura grafica, anche perché sono un amante del genere e non mi stanco mai di fronte allo stesso tipo di gameplay; però qui il discorso è diverso, non si tratta di qualcosa in più ma di qualcosa in meno. Per giunta mi sarei aspettato almeno di poter combinare gli oggetti dell'inventario tra loro (meccanica che nelle avventure grafiche inventory-based è imprescindibile), invece così non è stato.



Stile grafico e ambientazioni
  Colonna sonora e doppiaggio italiano


Se c'è una cosa che proprio non si può criticare a Syberia è lo stile grafico: il tratto a mano indubbiamente si vede, e a livello prettamente visivo scenari di altre avventure grafiche realizzate con altri sistemi non reggono il confronto; l'unica eccezione in questo caso la fa The Longest Journey, su questo fronte davvero imbattibile, ma è anche vero che sono un po' di parte. Specialmente gli automi brillano per originalità e per qualità con la quale sono stati pensati e poi realizzati.
D'altro canto però le ambientazioni sono in grado di regalare un'atmosfera e un'immersione di gioco niente male, nonostante non si possano definire eccellenti in senso pieno, dato che il gioco si alterna tra scenari davvero stupendi, come l'Università di Barrockstadt e Barrockstadt stessa o Valadiléne, ad altri per me un po' meno ispirati, tra cui l'interno della fabbrica Voralberg, l'Hotel di Aralbad e il cosmodromo, nei quali non ho trovato quel quid che invece possiedono scenari di altre avventure grafiche, anche non realizzati a mano.

L'atmosfera dei vari scenari è coadiuvata da un ottimo sottofondo con composizioni di chiaro rimando alla musica classica, che ben si sposano con l'atmosfera generale del gioco e con le ambientazioni stesse. Eppure, la colonna sonora presenta un unico particolare difetto, quello di non essere molto varia, e infatti le tracce spesso si ripetono con similitudini più o meno marcate. Comunque sia ottima, specie il tema principale. a tratti epico, interamente in violino.

Valadiléne
Si potrebbe fare un discorso simile anche per il doppiaggio italiano. Tutte le voci sono ben distinte tra loro e riescono a caratterizzare ottimamente ogni personaggio, vantando nomi come Claudio Moneta, Riccardo Rovatti, Giorgio Melazzi, Emanuela Pacotto, Cinzia Massironi. Tuttavia. presenta anche questo un unico difetto: la voce della protagonista Kate Walker di Stefania Patruno, la quale non mi è proprio andata giù, perché seppur abbastanza adatta al personaggio, nella maggior parte dei casi risulta decisamente mono-espressiva.
Peraltro, purtroppo ho avuto modo di giocare interamente a Syberia solo con il doppiaggio nostrano, incuriosito dal fatto che tutti ne parlassero piuttosto bene, e in linea di massima tranne quest''unica eccezione non mi ha deluso; va fatto notare però che nonostante il doppiato originale l'abbia testato solo per una decina di minuti o giù di lì, questi mi sono bastati per decretarlo vincitore a mani basse.



Riassunto: Likes & Dislikes

LIKES
- Le tematiche steampunk, che fanno da sfondo (e non solo) all'intera avventura
- I personaggi, alcuni bizzarri e altri meno, sempre e comunque ben caratterizzati
- Ottime ambientazioni realizzate a mano
- Atmosfera complessiva e rispettivo coinvolgimento

DISLIKES
- Il finale blando e fin troppo prevedibile, e la cinematica relativa non mi ha detto assolutamente nulla
- Alcuni aspetti del gameplay buttati nel gioco senza un loro decente utilizzo
- Il doppiaggio (italiano) di Kate Walker è un po' poco espressivo



Commento personale e valutazione

Classificare Syberia a mio parere non è facile poiché è una avventura grafica che si avvale di tanti lati positivi, come personaggi caratterizzati bene (seppur non eccelsi, la protagonista in primis, ma credo la cosa sia abbastanza soggettiva), fondali disegnati a mano (tanto di cappello a Benoit Sokal) e tematiche steampunk; tutte cose però che fanno letteralmente a pugni con dei voluti o meno buchi a livello di trama, una durata sotto la media, ma soprattutto con alcuni elementi di gameplay. Quest'ultima cosa in particolare mi ha deluso non poco poiché sembra che gli sviluppatori si siano voluti far beffe del giocatore sbattendogli in faccia, fin dai primi momenti, meccaniche apparentemente innovative e significative che poi, in realtà, restano solo pura apparenza e vengono utilizzate in maniera implicita per fini di sotto-trama, per giunta non di grande rilevanza.
Infine c'è da menzionare un finale che per quel che mi riguarda sa un po' di già visto, e che personalmente parlando non mi ha coinvolto più di tanto. Considerate che per me il finale nelle AG conta eccome.

Non nascondo quindi che un po' ci sia rimasto male, per via del finale stesso e della trama, che dalle prime battute mi immaginavo ben diversa. Mi aspettavo sicuramente un po' di più, specie per via di tutti i pareri letti finora; ho sempre pensato che fosse un capolavoro nel senso pieno del termine, mentre invece è lontana dall'esserlo proprio per i motivi già approfonditi nella recensione,
Sarà anche (sicuramente) che dopo aver giocato a The Longest Journey qualsiasi avventura grafica di questo tipo tendo per ovvi motivi a considerarla inferiore; specie Syberia che per alcune cose tenta, invano, di assomigliarle.

D'altra parte è innegabile che, nonostante tutto, i lati positivi permangano. Trovare avventure grafiche di questo calibro non è facile, e il voto qui in basso a destra ne è la prova tangibile.
Dato però che è possibile che a questo punto siate confusi e vi chiediate "Ma allora ti è piaciuto o no?", per riassumere e dipanare il tutto potrei dire semplicemente questo: Syberia mi ha conquistato a livello puramente oggettivo, fallendo però nel tentativo di sfondare il muro che separa questa "realtà" da quella soggettiva, riuscendo solo a scalfirlo.

Vedremo cosa saranno riusciti a fare con Syberia II, appena potrò metterci le mani sopra.

8.4 /10

Commenti

  1. Sembra convincente, è da tanto che avrei voluto giocarci!thanksss:)

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  2. Sono capitata per caso su questo blog e... devo farti i miei complimenti, è davvero molto bello! *__*
    Non ho mai avuto l'occasione di giocare a Syberia, la verità è che ai tempi in cui uscì disdegnavo le avventure grafiche (ero scema, lo so! xD).
    Sempre ne ho sentito parlare bene e da tanto tempo vorrei recuperarlo. Anche perché a me, al contrario di te, a quanto pare, lo steampunk piace da impazzire. Un giorno devo cercare di giocarci, assolutamente! ^^

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    1. Ciao, intanto grazie per essere passata sul mio blog, e ti ringrazio per i complimenti!
      Uh ok! No io invece sono appassionato di Avventure Grafiche ormai da anni, e Syberia in effetti tra le tante che avevo saltato e che avrei voluto giocare era tra le prime posizioni. Ora sono in attesa di giocare al secondo capitolo, sperando che colmi le lacune del primo. :)
      Si diciamo che non mi fa impazzire, preferisco di gran lunga il cyberpunk, ma ci sono sempre le gradite eccezioni, come nel caso di Syberia appunto. ^^

      Comunque sono passato sul tuo blog, ho visto che l'hai aperto di recente e che più o meno tratti gli stessi argomenti. Complimenti e in bocca al lupo per il progetto! ;)

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    2. Sì, infatti l'ho aperto solo qualche giorno fa, non credo sia ancora nemmeno una settimana! Ti ringrazio e crepi il lupo! ;)

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