TRAUMA - Commento




Distribuita principalmente su Steam, TRAUMA è una avventura grafica indie, interamente sviluppata in flash da un programmatore polacco di nome Krystian Majewski. TRAUMA vuole rappresentare un vero e proprio "viaggio" nel subconscio della protagonista, una ragazza di età non meglio precisata che, a causa di un incidente in macchina, si trova apparentemente in coma sul lettino di un ospedale.
TRAUMA inizia esattamente così, senza dare troppi dettagli al giocatore (anzi, in realtà non ne dà affatto), l'enfasi è posta tutta sul passato della protagonista; l'avventura infatti si svolge attraverso i sogni durante lo stato di coma, divisi in quattro sezioni, in ognuno dei quali sarà trattato un argomento specifico legato alla sua vita. Il vostro compito è cercare di fare chiarezza, non solo per lei ma specialmente per voi stessi, su queste quattro sezioni, guidando in prima persona l'entità astratta della protagonista, attraverso un sistema di gioco punta e clicca a slides statiche (collegate a specifiche aree cliccabili con il mouse, che di fatto rappresentano elementi dello scenario) che a tratti sembra strizzare l'occhio a quello di titoli abbastanza vecchiotti come Myst, Rhem e Schizm. A queste slides statiche fanno eccezione alcune che presentano animazioni, che partiranno successivamente ad una nostra interazione attraverso il mouse: queste situazioni di fatto rappresentano gli unici veri e propri enigmi del gioco, se così possono essere definiti.
Si, perché TRAUMA non presenta enigmi nella concezione più pura del termine, tanto meno quindi una sfida, ma rimane comunque un'esperienza singolare per l'atmosfera che permea l'intero "viaggio": il silenzio assoluto, diversi elementi improbabili e alcuni paradossi ci faranno effettivamente sembrare di essere realmente in un sogno; a ciò oltretutto si aggiunge la doppiatrice che fa da voce al subconscio della protagonista (che rappresenti o meno anche la voce della ragazza stessa non è dato saperlo) e che con l'ottimo lavoro svolto dà quel tocco in più in grado di suscitare ansia, inquietudine e mistero, poiché diverse volte il suo parlato assomiglierà molto più ad un bisbiglio, donando al gioco un'aura a dir poco mistica. E' poi specialmente nelle rare e brevi sezioni (solitamente attivate da un'animazione in seguito ad una azione effettuata da noi) in cui è stato ricavato uno spazio dedicato al background della protagonista, costituito da suoi ricordi sempre descritti dal suo subconscio, che l'avventura rivela sé stessa e il suo pieno potenziale, ponendosi a metà tra il reale e l'onirico con un livello di immersione, sia nella protagonista stessa e nei suoi ricordi che nell'ambiente di gioco, che raramente altre avventure a slides, grafiche o dinamiche, sono riuscite a far percepire e provare al giocatore. Chi è la protagonista, che rapporto ha con i suoi genitori,e cosa significano per lei? Chi è il "fantasma" che lei sembra rincorrere, e qual è la "strada meno battuta"? Quanta finzione c'è nei sogni, quello che vediamo è reale o frutto di una realtà alterata e sfumata? Dove finisce l'illusione e inizia la realtà vera e propria dei ricordi?
Quanto appena detto rappresenta di fatto l'unico vero e proprio pregio dell'intera avventura, che altrimenti risulterebbe piuttosto insipida e priva di un reale significato. Perfino i due finali (sbloccati a seconda del totale completato delle quattro ambientazioni, e quindi di quanto esploreremo di ogni slide) lasciano un po' a desiderare, e forse sarebbero potuti essere realizzati meglio, non tanto per quanto riguarda la loro qualità intrinseca (le cinematiche sono filmati veri e propri) ma piuttosto per quanto riguarda le scelte di regia e sceneggiatura, che rendono i due finali inutilmente differenti tra loro per un unico elemento, che apparirà piuttosto ambiguo a chi non avrà colto il senso dell'intera avventura, e che un occhio distratto per giunta facilmente si lascerebbe sfuggire.

Tirando le somme mi risulta abbastanza difficile "valutare" un gioco come TRAUMA; e, d'altro canto, data la sua peculiare natura non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. A differenza di altre avventure grafiche a slides già citate nella recensione, TRAUMA non rappresenta un gioco in sé né tanto meno un'avventura grafica in carne ed ossa: potrebbe essere descritta semplicemente come un avvia il gioco > completa i quattro ambienti navigando tra le slides > guarda la breve cinematica finale e niente più, poiché non rimarrebbe nient'altro escludendo il suo vero ed unico punto di forza, quello che è il suo nucleo, già approfondito poco sopra.
Ecco, TRAUMA è decisamente un'avventura adatta a un solo tipo di utenza, quella più paziente e meno in cerca di sfide particolari, ma che al contrario è appassionata del panorama indie (come il sottoscritto) e ha gusto per titoli un bel po' particolari e assai diversi da ciò a cui il mercato videoludico ci ha oramai abituati. E' anche e soprattutto quel tipo di gioco che o piace o non piace, quel tipo di gioco che solo determinati tipi di persone possono e sanno capirlo, comprenderlo, e infine apprezzarlo, ovvero quelle più introverse e sognatrici, che ricercano un significato o una filosofia in ciò che vedono, sentono o percepiscono; per tutte le altre invece, più prettamente pragmatiche, con tutta probabilità non rappresenterà alcunché se non il lavoro universitario di una singola persona, incompleto e perlopiù incomprensibile, oltre che uno spreco del loro tempo. Volete sapere che tipo di persona, o mentalità se vogliamo, siete tra le due? Giocate a TRAUMA.

III
VP :  basso

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